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L’aumento delle denunce di infortunio in Puglia registrato dall’Inail nei primi mesi del 2026 riaccende i riflettori su una questione che non può più essere considerata episodica.

I numeri, illustrati nel corso della conferenza stampa dedicata alla partecipazione dell’Istituto al Cinzella Festival, raccontano una regione che continua a muoversi in controtendenza rispetto al quadro nazionale e che oggi, più che mai, è chiamata a rafforzare la propria capacità di prevenzione.
“i dati diffusi dall’Inail sulle denunce di infortunio in Puglia sono motivo di forte preoccupazione e impongono una riflessione seria da parte di istituzioni, imprese e parti sociali”. A dichiararlo è Gianfranco Buttari, Segretario Generale dello Snadapi e Segretario provinciale della Confsal, commentando le rilevazioni che mostrano un incremento significativo degli incidenti sul lavoro nella regione.
Secondo l’Inail, nei primi mesi dell’anno in Puglia sono state presentate 12.115 denunce di infortunio, con un aumento del 3,87% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a 451 casi in più. Crescono sia gli incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa (+2,53%), sia quelli in itinere, che registrano un’impennata del 13,98%.
Per Buttari si tratta di numeri che non possono essere ignorati. “Istituzioni, organizzazioni sindacali e datori di lavoro devono rafforzare la collaborazione per costruire una rete capace di garantire ambienti di lavoro sempre più sicuri. La tutela della salute e della vita dei lavoratori deve rappresentare una priorità assoluta”.
Particolarmente preoccupante è anche l’aumento degli infortuni che coinvolgono le lavoratrici: 449 casi in più, con incidenti in itinere cresciuti del 29,69%. A ciò si aggiungono gli incrementi registrati in comparti strategici come costruzioni (+7,07%) e logistica (+12,63%), settori nei quali – sottolinea Buttari – “è indispensabile intensificare le attività di prevenzione”.
Il confronto con il quadro nazionale accentua ulteriormente la criticità pugliese. “Secondo l’Inail, la Puglia si muove in netta controtendenza rispetto ai dati italiani, che registrano invece una diminuzione degli eventi mortali del 4,15%. È un segnale che deve mettere in allarme e spingere le istituzioni ad adottare misure più incisive, con controlli più frequenti e rigorosi sul rispetto delle norme di sicurezza, sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e sull’organizzazione dei tempi di lavoro”.
Buttari ricorda inoltre l’impegno della Confsal sul tema: “Abbiamo recentemente presentato il Decalogo sulla sicurezza, una proposta fondata sul principio della prevenzione partecipata, con l’obiettivo di azzerare le morti sul lavoro. Dieci punti che puntano a rafforzare la cultura della sicurezza attraverso formazione, responsabilizzazione e prevenzione, affinché la tutela della salute diventi un valore condiviso e non soltanto un obbligo normativo”.
Per il sindacato, la fotografia scattata dall’Inail è chiara: la Puglia non può permettersi di abbassare la guardia. “È il momento di intervenire con decisione per invertire questa tendenza e garantire a tutti i lavoratori condizioni di sicurezza adeguate durante lo svolgimento della propria attività”.

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