CRONACHE TARANTINE
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In vista dell’avvio dei Giochi del Mediterraneo, CONFAPI Taranto richiama l’attenzione non solo sugli effetti immediati dell’evento, ma soprattutto sulla capacità del territorio di valorizzarne l’eredità.
L’associazione degli industriali ionici invita infatti a considerare sin d’ora la fase successiva alla manifestazione, quando le luci si spegneranno e resterà ciò che i Giochi avranno lasciato in dote alla città.
“I Giochi del Mediterraneo non hanno avuto ancora inizio, ma pensare già al “dopo”, quando le luci di questa grande manifestazione sportiva internazionale saranno spente, non appare sbagliato soprattutto se si considera lo spessore della cosiddetta “legacy” di cui andranno a beneficiare la città ed il suo territorio.”
È quanto dichiara il presidente di CONFAPI Taranto, ing. Fabio Greco, nell’imminenza di un evento che potrebbe davvero rappresentare la tanto auspicata svolta per il capoluogo ionico.
“Taranto – afferma Greco – ha l’occasione non solo di presentarsi ed affermarsi come centro di dialogo e cooperazione internazionale, ma anche di rafforzare la sua matrice mediterranea aprendo ad un rinnovamento che non rinnega né la sua tradizione storica né la sua cultura industriale. Dovremo essere bravi a convincerci che questa manifestazione non ruota solo attorno allo sport, ma è portatrice di rigenerazione urbana, fa conoscere il nostro patrimonio culturale, favorisce la diplomazia mediterranea, sviluppa il marketing territoriale. Ed è per questo che si deve iniziare a pensare a come gestire quello che i “Giochi” ci trasmetteranno. A cominciare dalle tante strutture che sono state realizzate per poi arrivare a quelle che potrebbero finalmente “decollare”, come l’Aeroporto. Insomma, quando si sostiene che si tratta di un’occasione irripetibile… non si sbaglia.”
“Certo – continua il presidente di CONFAPI Taranto – la nostra è una città alle prese con problemi che non si possono ignorare. È una città che sta affrontando con coraggio una delle più complesse sfide industriali europee e che con grande responsabilità sta cercando di trasformarla in un percorso di innovazione e sostenibilità. Dobbiamo mostrare al mondo che la nostra identità non è e non può essere definita dalla questione ex ILVA (al di là di quello che sarà il destino dello stabilimento), ma dalla capacità di evolvere potendo far leva su un’industria rispettosa dell’ambiente e su quelle risorse che fino ad oggi non sono state pienamente valorizzate.”
“La rigenerazione del Mar Piccolo, il recupero della cantieristica, il potenziamento della portualità, lo sviluppo della ricerca: sono tutti percorsi che possono dimostrare come Taranto abbia le potenzialità per diventare un hub marittimo strategico da cui avviare una concreta diversificazione economica. I “Giochi del Mediterraneo” potranno sicuramente avere una parte in questo procedimento – conclude il presidente Greco –, ma poi sarà importante non disperdere ciò che di positivo questo evento lascerà in dote. L’importante è non giungere impreparati quando sarà il momento. Per questo è necessario cominciare sin d’ora a pianificare una strategia comune, con la collaborazione di Istituzioni, associazioni, parti sociali, stakeholder, nell’esclusivo interesse del territorio.”