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Fabio Greco parla di un passaggio che definisce “decisivo” per Taranto. Il presidente di CONFAPI osserva da vicino un territorio che vive un momento di forte inquietudine, aggravato dalla decisione della Corte d’Appello di Milano di disporre la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva entro 90 giorni.

Una scadenza che, nelle sue parole, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche.
Greco parla di un’economia tarantina “sfiancata”, che rischia di subire un contraccolpo senza precedenti. Il futuro dello stabilimento siderurgico, già incerto da anni, appare oggi ancora più fragile. “Diciamolo chiaramente: il rischio di chiusura dell’area a caldo è lo scenario più realistico”, afferma. Una verità che definisce “scomoda”, ma inevitabile alla luce di una serie di fattori che si sommano: l’assenza di acquirenti solidi, la mancanza di liquidità, l’orizzonte incerto delle risorse pubbliche, una decarbonizzazione annunciata da oltre un decennio e mai diventata operativa, un piano occupazionale che nessuno prova più a delineare.
Secondo il presidente di CONFAPI, il quadro è quello di una città che da troppo tempo attende decisioni che non arrivano. “Ogni scelta che sembra risolutiva si blocca proprio quando si crede di essere vicini al traguardo. Non si può immaginare che il Governo permetta l’epilogo peggiore dopo tutti questi anni.”
Greco richiama anche il tema della riconversione industriale, spesso evocata come via d’uscita ma frenata da tempi lunghi e investimenti miliardari. Le ipotesi legate ai rigassificatori, inoltre, incontrano un orientamento negativo da parte delle istituzioni locali. Tutto questo mentre restano sul tavolo le prescrizioni della magistratura e dell’Unione Europea. “A fronte di questi presupposti, come si fa ad essere ottimisti?”
Il presidente di CONFAPI insiste su un punto: senza una governance chiara, la transizione tecnologica rischia di ampliare le diseguaglianze invece di ridurle. “Non possiamo più dipendere da un’unica fonte energetica. Dobbiamo diversificare con scelte che non penalizzino salute, ambiente e occupazione.”
CONFAPI Taranto, ricorda Greco, ha già presentato un progetto di rilancio della città e chiesto una cabina di regia capace di indicare una direzione precisa. L’associazione si dice pronta a collaborare con istituzioni, sindacati e stakeholder del territorio. “Servono soluzioni urgenti e strutturali. Senza troppi giri di parole, siamo di fronte a quello che potrebbe diventare un collasso occupazionale. E sarebbe un fallimento per tutti.”

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