CRONACHE TARANTINE
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I sindacati metalmeccanici giudicano i 90 giorni fissati dalla sentenza sull’area a caldo come una fase decisiva per evitare quello che definiscono un possibile disastro industriale e sociale per Taranto e per l’intera siderurgia nazionale.
Il segretario generale Uilm, Davide Sperti, annuncia da subito 8 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti, chiedendo che il tempo a disposizione venga utilizzato per costruire soluzioni concrete, un vero progetto industriale e strumenti straordinari di tutela e risarcimento per i lavoratori. Le sentenze vanno rispettate, afferma, ma non possono ricadere ancora una volta su chi rischia salario, occupazione e diritti. Servono misure speciali per Taranto e risposte occupazionali e salariali reali.
Il segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma, avverte che “siamo davanti al rischio di un disastro industriale e sociale che coinvolgerebbe migliaia di famiglie e l’intero territorio”. Per la Fiom, il Governo deve assumere un ruolo diretto, garantire continuità produttiva, sicurezza e un piano industriale credibile, evitando che la fermata dell’area a caldo diventi l’anticamera della chiusura.
Il segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Uliano, parla di “un disastro totale, infinito”, chiedendo interventi immediati e una strategia chiara che metta al centro la salvaguardia dei lavoratori diretti, dell’indotto e degli appalti.
Dalla prossima settimana partiranno gli incontri tecnici al Mimit con ministeri, sindacati ed enti locali. Le organizzazioni chiedono al Governo di guidare il processo con trasparenza, risorse e decisioni rapide, perché questa volta il tempo non può essere sprecato.