CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Al grido di «Taranto libera», l’associazione Genitori Tarantini ha tenuto questa mattina una conferenza stampa nel piazzale Bestat, sotto l’immagine di Alessandro Leogrande.
L’incontro, introdotto da Massimo Castellana, si è aperto con un momento dedicato alla memoria di Emilia Albano, attivista recentemente scomparsa e figura di riferimento del movimento.
La conferenza arriva all’indomani del decreto della Corte d’Appello di Milano – sezione Imprese, che ha disposto la chiusura entro 90 giorni dell’area a caldo dell’ex Ilva, ritenendo non accettabili i rischi sanitari legati alla presenza di amianto e al superamento dei limiti delle polveri sottili.
Il provvedimento ha immediatamente riaperto il fronte sindacale.
Il 3 agosto si terranno le assemblee dei lavoratori, appuntamento che potrebbe segnare un passaggio decisivo nella discussione interna allo stabilimento. La speranza, espressa apertamente dai Genitori Tarantini, è che la base prenda le distanze da chi continua a sostenere la prosecuzione dell’attività a ciclo integrale.
Nel corso degli interventi è stata ribadita la necessità di superare la contrapposizione tra lavoratori e cittadini, definita «assurda e strumentale», alimentata nel tempo da una classe politica ritenuta incapace di affrontare la questione in modo trasparente. L’associazione ha richiamato l’urgenza di un percorso comune che consenta di ottenere risarcimenti adeguati e misure di tutela per chi rischia di perdere il lavoro, senza rinunciare alla difesa della salute pubblica.
Tra i partecipanti è intervenuto anche l’avvocato Ascanio Amenduni, che ha illustrato alcuni aspetti del decreto e le possibili ricadute sul futuro dello stabilimento.
La conferenza si è chiusa con un appello alla città: restare unita in un momento considerato decisivo per la tutela dei residenti e per la definizione del destino dell’area industriale.