CRONACHE TARANTINE
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Il gruppo indiano Jindal ha rafforzato la propria proposta per rilevare l’ex Ilva, dichiarandosi pronto a chiudere l’operazione senza attendere ulteriori passaggi burocratici.
Dopo la decisione della Corte d’appello di Milano sullo spegnimento dell’area a caldo, l’azienda ha comunicato ai commissari di voler acquisire l’intero complesso, compresa la parte più critica dello stabilimento. La nuova offerta prevede anche la ripartenza dell’area a caldo sotto responsabilità del gruppo e un’accelerazione sulla costruzione del forno elettrico che dovrebbe sostituire gli altoforni. Jindal chiede però un sostegno pubblico di 800 milioni attraverso contratti di sviluppo.
Per garantire continuità agli impianti di Taranto, Genova e Novi Ligure, il gruppo si dice pronto a fornire bramme dall’estero per mantenere la produzione a pieno ritmo. L’azienda sollecita una decisione rapida, avvertendo che ulteriori rinvii metterebbero a rischio gli impianti fermi da mesi. Intanto il governo deve rivedere la procedura di gara per evitare contenziosi, mentre altri investitori potrebbero farsi avanti per l’area a freddo.
I sindacati hanno proclamato scioperi in tutti gli stabilimenti e si preparano a una settimana di incontri decisivi con governo, imprese e associazioni di categoria. Nell’indotto, lo ricordiamo, cresce la preoccupazione: migliaia di lavoratori rischiano di restare senza attività e alcune aziende hanno già sospeso i servizi.