CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Ecco, di seguito, l’intervento, dopo la decisione di rinviare il Consiglio comunale monotematico dedicato a Kyma Ambiente.
“Abbiamo accolto con sconcerto la notizia arrivata nella serata del 30 luglio della richiesta inviata via PEC al Presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano con la quale si chiedeva il rinvio del Consiglio comunale monotematico su Kyma Ambiente, avente per oggetto ‘informativa, analisi e determinazioni urgenti in merito alla gravissima situazione economico-finanziaria e gestionale della società partecipata Kyma Ambiente S.p.A.’. La richiesta dei consiglieri di opposizione – o quasi – della quale onestamente ci sfugge il senso politico, veniva motivata ‘dal sopravvenuto procedimento di nomina del nuovo Amministratore unico di Kyma Ambiente S.p.A., circostanza che determina un significativo mutamento del quadro gestionale della società. Si ritiene, infatti, che lo svolgimento del Consiglio comunale successivamente all’insediamento del nuovo vertice aziendale possa consentire un confronto più completo, utile ed efficace, permettendo al nuovo Amministratore unico di rappresentare direttamente al Consiglio comunale lo stato della società, le prime valutazioni sulla situazione economico-finanziaria e gestionale, nonché le eventuali linee di intervento che intenderà adottare. Tale rinvio consentirebbe pertanto al Consiglio comunale di affrontare il dibattito con un quadro informativo più aggiornato e con la presenza del nuovo organo di amministrazione, nell’interesse dell’Ente, della società partecipata e della cittadinanza’. In buona sostanza l’opposizione, composta per lo più da consiglieri di lungo corso, ha dichiarato di avere la necessità che il nuovo Amministratore – del quale non possiamo che rilevare e riconoscere approfondita competenza e conoscenza del settore – li renda edotti circa una situazione di crisi finanziaria che perdura, a mia memoria, dal 2019 e sulla quale molti tra questi, a fasi alterne, sono stati pronti a cavalcarne le vicende nelle varie campagne elettorali che si sono susseguite. Scompare inoltre ogni urgenza precedentemente rilevata sull’esigenza di ‘informativa, analisi e determinazioni urgenti in merito alla gravissima situazione economico-finanziaria e gestionale della società partecipata Kyma Ambiente S.p.A.’: tutto rinviato a data da destinarsi. Il Consiglio comunale monotematico odierno avrebbe potuto far emergere chiaramente alla cittadinanza le responsabilità, il giorno dopo la delibera di ulteriore aumento della Tari che tante polemiche sta suscitando in città, dietro questo ulteriore aumento. Con questa mossa, invece, l’intero Consiglio si è astutamente smarcato. Sarebbe potuto emergere infatti che, come da tempo andiamo profetizzando, anche nel 2026 – nonostante l’importante stanziamento di gennaio di oltre 13 milioni di euro per l’accesso in continuità alla discarica CISA per lo smaltimento dei rifiuti dell’ARO1 Taranto e nonostante gli annunci roboanti di aumento delle percentuali di differenziata dal 27% del 2025 a un poco sincero 37% a giugno – si è già accumulato un extra servizio di oltre 4 milioni di euro come debito fuori bilancio. Quindi a fine anno i costi per la gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti in discarica saranno superiori ai 22/23 milioni di euro. Avremmo voluto chiarire alle persone che pagano la Tari come tale tariffa rinvenga esattamente dal costo della gestione della raccolta del RSU eseguita da Kyma Ambiente, pari a circa 35/36 milioni di euro, sommato al costo del ciclo di smaltimento sopra evidenziato, per un totale di circa 56/57 milioni di euro l’anno, per avere la città nelle condizioni che tutti ben conoscono. La Tari aumenta semplicemente perché ai maggiori costi della raccolta differenziata, dovuti alla modalità porta a porta che impegna più uomini e mezzi, non corrisponde una riduzione dei costi di ricorso alla discarica attraverso il recupero dei materiali, molti dei quali nei sistemi virtuosi generano entrate dal loro riciclo o dalla produzione di energia derivante dal loro incenerimento. La politica avrebbe potuto dimostrare perlomeno il coraggio di spiegare alla cittadinanza che la Tari aumenta perché non c’è la volontà di compiere scelte coraggiose e assumersi la responsabilità di abbattere un sistema che, seppur basato su una differenziata fatta solo perché imposta dalla normativa, continua a puntare tutto sulla discarica. Mentre noi avremmo voluto chiedere all’assessore all’Ambiente cosa ne pensa, da nota ambientalista, del fatto che questa amministrazione investe ogni anno oltre 20 milioni di euro nel conferimento in discarica, che produce danni ambientali gravi e irreversibili. Il rischio vero è che, troppo pervasa da questa nuova ‘pace olimpica’ che la politica locale si è inventata in vista dei Giochi, non ci si renda conto che si è già fuori tempo massimo e non si possa più aspettare oltre. Ma forse qualcuno, più o meno velatamente, punta proprio a questo.”