CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
In un clima già appesantito dall’incertezza, le associazioni dell’indotto provano a fissare un punto fermo: Taranto non può permettersi un salto nel buio.
Confapi, Confindustria, Aigi, Confartigianato e Federmanager, riunite nel nuovo tavolo permanente, chiedono al Governo un provvedimento urgente che eviti ricadute devastanti sul tessuto produttivo e sociale.
Gli imprenditori contestano l’idea di applicare alla realtà del 2026 una fotografia del 2012: impianti, processi e condizioni sono cambiati, e ignorarlo – sostengono – alimenta una lettura fuorviante della situazione. Senza un piano di bonifica credibile e un progetto industriale definito, la chiusura dell’area a caldo aprirebbe una fase di totale indeterminatezza: quali attività insediare, con quali investimenti, in quali tempi?
Per questo chiedono che prima si definisca il futuro del sito e solo dopo si proceda con decisioni irreversibili, perché il rischio – dicono – è un danno economico che andrebbe ben oltre i confini della città.