CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La nuova gara per l’ex Ilva, attesa a settembre, segna una ripartenza totale: il Governo azzera le trattative degli ultimi mesi e mette sul mercato solo gli asset dell’area a freddo – laminatoi, tubifici, magazzino – stimati fino a un miliardo una volta scorporati dagli altoforni.
La svolta è il ruolo dello Stato, pronto a entrare nella newco per affiancare gli investitori e dare stabilità al progetto. Una scelta che ha già riattivato l’interesse di diversi player, anche italiani, mentre il 5 e 6 agosto si terranno i tavoli con sindacati e categorie per definire le priorità.
In questo nuovo quadro Jindal perde terreno: il piano che spostava la produzione in Oman non regge più senza l’area a caldo. Il progetto Flacks-Danieli-Metinvest potrebbe restare in corsa, ma dovrà adattarsi alle nuove condizioni.
Fim, Fiom e Uilm indicano ciò che per loro è imprescindibile: gruppo integro, risanamento ambientale, decarbonizzazione, tutela dell’occupazione. E chiedono che il DRI, il preridotto per i futuri forni elettrici, venga prodotto a Taranto.
La gara non è solo tecnica: è un passaggio decisivo per il futuro industriale della città, sospesa tra il rischio di un declino definitivo e la possibilità di costruire un polo moderno e sostenibile. Taranto attende risposte concrete.