CRONACHE TARANTINE
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Al Mimit si è tenuto il tavolo tecnico interministeriale sull’ex Ilva, convocato dopo il provvedimento della Corte d’Appello di Milano.
Le amministrazioni hanno ascoltato le proposte dei sindacati su continuità produttiva, integrità del gruppo, decarbonizzazione e tutela dell’occupazione, mentre i commissari straordinari proseguono le valutazioni industriali e finanziarie. Jindal ha confermato l’interesse alla gara, che potrebbe richiedere un nuovo avviso in caso di modifiche del perimetro.
USB ha denunciato l’assenza dei ministri e chiesto garanzie immediate per tutto il perimetro occupazionale, proponendo un reddito di transizione al 100%, riconoscimento dell’amianto e del lavoro usurante, incentivi all’esodo e nazionalizzazione del gruppo. La Fiom, con Michele De Palma, ha definito l’incontro “negativo”, ribadendo l’emergenza di ventimila posti a rischio e la necessità di scelte politiche su continuità salariale, decarbonizzazione e definizione del nuovo bando.
Dal fronte Fim-Cisl, il segretario generale Ferdinando Uliano ha parlato di un tavolo “solo di ascolto”, sottolineando che “mancano risposte e devono arrivare, concrete e in tempi rapidi”. Per la Uilm, il segretario generale Davide Sperti ha rimarcato l’assenza del ministro e la necessità di “risposte politiche chiare”, giudicando insufficiente il livello di interlocuzione mostrato dal governo.
Il percorso proseguirà domani con il Tavolo Taranto sugli investimenti e poi con il confronto con le imprese siderurgiche e l’indotto. Le proposte confluiranno nel vertice di Palazzo Chigi previsto a inizio settembre, dove si attende la prima decisione politica sul futuro dell’ex Ilva.