CRONACHE TARANTINE
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Confartigianato Taranto esprime preoccupazione per la decisione del Comune di mettere all’asta l’ex mercato di via Salinella–via Plinio, un immobile di oltre 2.800 mq con destinazione commerciale.
In una città dove le medie strutture sono ormai diffuse e il commercio di vicinato continua a ridursi, l’eventuale insediamento di una nuova struttura di rilievo non può essere considerato una semplice operazione patrimoniale.
L’associazione chiede al Sindaco e agli assessori competenti di chiarire quali utilizzi siano consentiti e quale visione l’Amministrazione abbia per quell’area, ricordando precedenti come la struttura di via Lago D’Arvo, autorizzata nonostante il calo delle attività di vicinato.
La questione riguarda direttamente il Documento Strategico del Commercio, che il Comune ha annunciato di voler aggiornare. Confartigianato ribadisce che ogni nuova autorizzazione deve basarsi su dati reali e attuali della rete distributiva: non si può correggere la fotografia dopo aver modificato il paesaggio.
La crescita delle medie strutture, la debolezza dei consumi, i cantieri della BRT e la carenza di parcheggi stanno mettendo in difficoltà le attività di prossimità. Negozi, botteghe e laboratori sono presidio urbano: quando chiudono, si perde un pezzo di città.
Confartigianato chiede quindi un confronto immediato con l’Amministrazione per conoscere superfici di vendita autorizzabili, tipologia di struttura possibile e compatibilità con la programmazione vigente. Nessuna contrapposizione tra modelli commerciali: servono numeri certi e scelte coerenti.
«Dopo un anno di amministrazione – dichiara il Segretario generale Fabio Paolillo – è il momento di capire quale futuro si voglia costruire per l’economia di vicinato. Un’altra struttura di grandi dimensioni, senza una verifica preventiva della rete, sarebbe difficilmente comprensibile. Prima si conosce, poi si programma e infine si decide».
Confartigianato si dice pronta al confronto anche ad agosto. I Giochi del Mediterraneo passeranno: le strade e le imprese che tengono viva la città resteranno. È ora che si decida come vogliamo trovarle domani.