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Il Consiglio di Stato conferma che la decisione spetta al Ministero, non alla Regione. Lo spiega il Presidente - Avv. Walter G. Fischetti del Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie:


“C’è un dato giuridico che dovrebbe mettere definitivamente ordine nel dibattito di questi giorni sulla continuità territoriale dell’aeroporto di Taranto‑Grottaglie. La sentenza del Consiglio di Stato n. 9046/2024, emessa in un ricorso promosso dallo stesso Nicola Russo di Taras Futura, si è pronunciata proprio sulla vicenda dello scalo ionico e ha confermato che le determinazioni relative al riconoscimento della continuità territoriale, ai sensi degli artt. 36 della legge 144/1999 e 82 della legge 289/2002, sono rimesse all’apprezzamento discrezionale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, oggi MIT.
La pronuncia ha inoltre confermato il rigetto dei ricorsi per carenza di legittimazione ad impugnare in presenza dell’azione popolare ex art. 9 del D.Lgs. 267/2000: il titolare del potere è il Ministero, non il Comune né la Provincia di Taranto. È questo il punto che il Comitato Pro Aeroporto ritiene necessario ribadire davanti alle ricostruzioni, spesso contraddittorie, ascoltate nelle ultime settimane.
La continuità territoriale non è una competenza della Regione Puglia. La Regione partecipa al procedimento, ma non decide se Taranto debba ottenere o meno la continuità territoriale: la decisione finale spetta al Ministero, come chiarito dal Consiglio di Stato. La stessa sentenza precisa inoltre che il riconoscimento della continuità territoriale è l’esito di un procedimento ampio e articolato e non determina automaticamente l’attivazione delle rotte.
Non si tratta di una sentenza astratta o riferita ad altri aeroporti: riguarda direttamente Taranto‑Grottaglie. Il Consiglio di Stato non ha escluso la possibilità della continuità territoriale per Taranto; ha semplicemente stabilito che non è possibile imporre giudizialmente l’esercizio di un potere discrezionale non ancora esercitato. La decisione, dunque, spetta al Ministero attraverso il procedimento previsto dalla legge.
Ed è proprio su quel procedimento che il Comitato Pro Aeroporto ha lavorato. Il Comitato non ha mai sostenuto che bastasse una dichiarazione politica per ottenere i voli, ma ha individuato il percorso amministrativo corretto, sollecitando il MIT e gli altri soggetti competenti ad attivare e portare avanti la procedura per gli Oneri di Servizio Pubblico. Oggi il Ministero, nella comunicazione inviata al Comitato il 30 luglio 2026, ha confermato che l’iter è avviato e che sono in corso le attività istruttorie con richiesta di integrazioni. Questo è un fatto. E un procedimento che richiede integrazioni non è un procedimento inesistente: è, per definizione, un procedimento che deve essere completato.
Se oggi la pratica è a Roma, è grazie al lavoro del Comitato”.

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