CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
A intervenire è Angelo Maurizio Sciabica, segretario regionale dell’OSAPP, l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria.
Con un comunicato, Sciabica denuncia la condizione ormai critica degli istituti penitenziari pugliesi e in particolare della Casa Circondariale di Taranto, definita “una realtà dimenticata” nonostante un’emergenza quotidiana che coinvolge personale e detenuti.
Secondo l’OSAPP, la Puglia è oggi la regione con il più alto tasso di sovraffollamento penitenziario d’Italia: circa il 180%, con oltre 5.200 detenuti presenti negli istituti regionali. In questo quadro già drammatico, Taranto rappresenta il caso più grave: a fronte di una capienza tollerabile di circa 350 posti, il carcere ospita oltre 858 detenuti, raggiungendo un tasso di sovraffollamento vicino al 220%. Una situazione aggravata dalla chiusura temporanea di tre reparti, ancora interessati da lavori di ristrutturazione.
Alle criticità strutturali si sommano problemi igienico-sanitari, temperature estive sempre più elevate, difficoltà nell’approvvigionamento idrico e condizioni di lavoro che il sindacato definisce “estenuanti”. Gli agenti della Polizia Penitenziaria, infatti, affrontano turni pesanti, carenze di organico, tensioni costanti e responsabilità enormi, spesso in condizioni che superano ogni ragionevole sostenibilità.
L’OSAPP ricorda che il carcere non è solo il luogo dove si sconta una pena, ma anche un presidio di sicurezza per l’intera collettività. Migliorare le condizioni detentive e di lavoro non significa “favorire i detenuti”, ma garantire sicurezza dentro e fuori dall’istituto, nel rispetto dei principi costituzionali che assegnano alla pena anche una funzione rieducativa.
Sciabica rivolge quindi un appello diretto ai parlamentari del territorio, al Provveditorato regionale, alle istituzioni pugliesi, al Prefetto e a tutte le autorità competenti affinché la situazione venga affrontata come una vera emergenza nazionale. Servono interventi immediati: più personale, completamento delle ristrutturazioni, condizioni igieniche adeguate, soluzioni per la crisi idrica e misure straordinarie per ridurre una pressione detentiva ormai insostenibile.
Ignorare questi segnali, avverte l’OSAPP, significherebbe assumersi la responsabilità di una situazione che rischia di degenerare ulteriormente. La Polizia Penitenziaria continuerà a fare la propria parte, ma chiede allo Stato di tornare a essere presente “nei luoghi più difficili”, dove ogni giorno si garantiscono legalità, sicurezza e rispetto delle istituzioni.