CRONACHE TARANTINE
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Alla vigilia dell’arrivo del Presidente della Repubblica per i Giochi del Mediterraneo, Giustizia per Taranto rivolge un appello diretto al Capo dello Stato, intrecciando il valore simbolico dell’evento con la fase decisiva che la vicenda ex Ilva sta attraversando.
“Signor Presidente della Repubblica, a breve Lei sarà a Taranto, in occasione dei Giochi del Mediterraneo. La nostra città si prepara ad accoglierLa in un momento importante, che rappresenta una festa e insieme un’occasione per mostrare al Mediterraneo e all’intero Paese la bellezza, la storia e le straordinarie potenzialità di questa terra. Ed è proprio alla vigilia della Sua presenza che sentiamo il bisogno di rivolgerLe un appello.
Lei conosce la storia dell’ex Ilva, il prezzo che Taranto ha pagato e continua a pagare, le sentenze, i dati sanitari e ambientali, le famiglie spezzate. Una vicenda che da troppo tempo rappresenta una ferita aperta per la città e, ci permettiamo, anche una vergogna per il Paese.
Oggi siamo arrivati a un passaggio che può essere storico. La magistratura ha disposto la chiusura dell’area a caldo e noi chiediamo una cosa semplice: che quella decisione venga rispettata e attuata, senza che la politica si metta ancora una volta di traverso.
Dal 2012 abbiamo assistito a decreti, commissariamenti, ricorsi, prestiti pubblici, immunità penali, soluzioni presentate come definitive. E mentre tutto questo accadeva, alla città veniva chiesto di aspettare. Molti di quei provvedimenti sono passati anche dalla firma del Capo dello Stato, nel rispetto delle Sue prerogative costituzionali.
Per questo oggi, Presidente, Le chiediamo una cosa che ha anche un valore simbolico: dopo tanti “decreti salva-Ilva”, non sarebbe finalmente arrivato il momento di un “decreto salva-Taranto”? Un provvedimento che non salvi più soltanto un impianto industriale, ma le persone, il lavoro, la salute, l’ambiente e il futuro di un’intera comunità.
Chiediamo risorse certe, strumenti straordinari e tempi definiti per le bonifiche, per la tutela dei lavoratori e dei redditi, per la riconversione economica e produttiva e per nuove opportunità occupazionali. Per decenni lo Stato ha trovato strumenti straordinari per salvare l’acciaieria. Ora chiediamo che li trovi per salvare Taranto”.