CRONACHE TARANTINE
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Il caldo estremo che sta avvolgendo Taranto e la provincia non è solo un fenomeno meteorologico: è diventato un fattore di stress per un sistema sanitario già fragile.
Le temperature stabilmente oltre i 35 gradi, le notti tropicali e l’umidità elevata stanno moltiplicando i disagi, soprattutto tra anziani, fragili e turisti presenti sul territorio.
La città vive giornate di sole pieno e afa, lo stesso scenario che fa da cornice ai Giochi del Mediterraneo e alle visite istituzionali di questi giorni. Ma mentre gli impianti sportivi brillano di modernità, la rete sanitaria ionica continua a mostrare tutte le sue crepe.
Negli ultimi giorni si registra un aumento degli accessi ai pronto soccorso per colpi di calore, disidratazione, scompensi cardiaci e difficoltà respiratorie. Un incremento prevedibile, ma che arriva in un momento in cui il sistema è già al limite: organici ridotti, posti letto insufficienti, continuità assistenziale a macchia di leopardo e un solo pronto soccorso per acuti a reggere l’urto dell’intera provincia.
Le ambulanze del 118 lavorano in condizioni di saturazione, con tempi di intervento che si allungano e turni coperti a fatica. Le sedi di guardia medica, già in sofferenza durante l’anno, faticano a garantire la presenza continuativa dei medici. Le case di comunità, annunciate come presidio territoriale fondamentale, non sono ancora pienamente operative.
Il caldo, insomma, sta facendo emergere con brutalità ciò che gli operatori denunciano da mesi: un territorio che non dispone degli strumenti necessari per affrontare picchi di domanda improvvisi. E l’estate, con la popolazione che cresce e le patologie correlate alle alte temperature, è il banco di prova più severo.
La preoccupazione è concreta: senza interventi rapidi, il rischio è che le prossime settimane diventino critiche. Servono rinforzi, programmazione e misure straordinarie per evitare che l’emergenza climatica si trasformi nell’ennesima emergenza sanitaria.