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Foto F. Manfuso

A settembre il Comune punta a chiudere le prime assegnazioni per tre strutture dei Giochi del Mediterraneo: centro tennis Magna Grecia, parco urbano dello sport alla Salinella e stadio “Renzino Paradiso” di Talsano.

La scelta dei gestori potrebbe arrivare entro la prima decade del mese, con le verifiche amministrative nella seconda parte e la formalizzazione a fine settembre.
L’istruttoria è ormai alle battute finali. Per questi tre impianti gli avvisi pubblici si sono chiusi a luglio e hanno seguito un percorso amministrativo diverso rispetto a PalaMazzola, PalaRicciardi, stadio del nuoto e campo di atletica “Giuseppe Valente”, i cui avvisi si sono invece chiusi il 7 agosto. Il centro tennis – otto campi, club house e area di intrattenimento – è stato realizzato dal commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese, mentre parco urbano e stadio di Talsano sono opere del Comune finanziate con il plafond da 275 milioni destinato all’impiantistica. Le risorse impegnate: 7,3 milioni per il tennis, 5,3 per il parco urbano, 4 per Talsano.
Intanto prende corpo l’ipotesi che, terminati i Giochi, il commissario possa mettere a disposizione parte dei fondi residui per sostenere l’avvio gestionale degli impianti. Lo staff tecnico guidato dall’ingegner Silvio Scarcelli sta quantificando ciò che resta, mentre Ferrarese – che ha anche la delega alla legacy – sarà l’unico del comitato a restare operativo dopo il 3 settembre. In conferenza stampa ha ricordato come, all’interno dei 275 milioni, siano stati risparmiati circa 23 milioni, utilizzati per compensare aumenti dei costi e finanziare varianti che hanno restituito opere aggiuntive al territorio. Tra i risparmi più significativi, quelli sul progetto dello Iacovone, sceso da 91 a 63 milioni, e sui materiali.
“Gli avvisi si sono conclusi e ora bisogna procedere secondo il Codice dei contratti alle assegnazioni» spiega il vice sindaco Mattia Giorno. «Su alcuni impianti serviranno rifiniture dopo i Giochi, quindi la disponibilità piena arriverà verso fine anno. Non esistono alternative all’alleanza con i privati: il Comune non ha risorse per una gestione pubblica. Coinvolgendo privati, federazioni e Coni, si possono creare condizioni favorevoli». Resta il nodo dello stadio del nuoto, con costi di gestione molto più alti. «Stiamo valutando soluzioni condivise con Coni e ministero dello Sport, anche ipotesi di gestione incrociata con forze armate e scuola. Dopo i Giochi si aprirà questa partita: serve sostegno nazionale per una città che attraverso lo sport può emanciparsi da fattori complessi”.
Per i tre impianti da affidare a settembre è stato applicato l’articolo 5 del decreto legislativo 38/2021, che consente l’affidamento diretto gratuito a società o associazioni sportive senza fini di lucro. Per stadio del nuoto, PalaRicciardi, PalaMazzola e campo “Valente” si è invece ricorsi all’articolo 193 del decreto legislativo 36/2023, che disciplina la collaborazione tra pubblico e privato. Sebbene gli avvisi si siano chiusi il 7 agosto, prima di novembre–fine anno è difficile che si arrivi a un affidamento. Le istruttorie sono avviate, compresa quella per lo Iacovone, dove si è proposta la società del gruppo Ladisa.

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