CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Le scorte sono agli sgoccioli: il conto alla rovescia è iniziato.
L’Ilva si avvicina allo stop dell’area a caldo non per una scelta tecnica, ma perché la fabbrica sta finendo le materie prime. Con l’approvvigionamento bloccato dal giorno della sentenza della Corte d’appello, le riserve di minerale e carbone basteranno solo fino alla seconda metà di settembre: da qui la previsione di un ultimo getto intorno al 20. È la prima conseguenza concreta dei 90 giorni imposti dai giudici per fermare gli impianti, motivati dalla presenza di tonnellate di amianto e dal mancato contenimento delle polveri sottili.
La sospensiva chiesta dall’azienda è ancora in bilico e la Cassazione non ha fissato l’udienza. Intanto resta agli atti la valutazione dei magistrati: amianto in quantità rilevante, dispersione accertata dopo l’incendio del 2025, limiti emissivi mai adeguati e monitoraggi che hanno di fatto prorogato un ciclo produttivo giudicato insostenibile. Il Governo conferma che la chiusura degli altoforni è legata alla decisione del 27 luglio, mentre sul tavolo dei commissari sono arrivate nuove offerte e manifestazioni di interesse. Ma la marcia dell’area a caldo, salvo ribaltoni giudiziari, è ormai al capolinea.