CRONACHE TARANTINE
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Nel corso di un dibattito a tre su Sky, l’onorevole Galeazzo Bignami (FdI) ha delineato lo stato della crisi dell’ex Ilva, oggi in fase di chiusura, confrontandosi con l’onorevole Bonetti (opposizione) e con la segretaria nazionale della Cisl Daniela Fumarola. Di seguito una versione riformulata delle sue dichiarazioni.
La valutazione del Governo sulla crisi dell’ex Ilva.
«Comprendo bene le critiche espresse dal presidente Bonetti sull’azione del Governo: è naturale che una forza di opposizione evidenzi le proprie perplessità. Mi ritrovo invece molto nelle parole del segretario Fumarola che, da tarantina, conosce a fondo la questione.
Distinguerei alcuni passaggi. Il primo riguarda l’industria italiana dell’acciaio: su base annua registriamo un incremento di circa il 6%, grazie agli interventi del Governo su impianti come Terni e Piombino, che non erano affatto di facile soluzione. Per Taranto, è evidente che una soluzione va individuata, e quanto afferma Fumarola è assolutamente condivisibile, fermo restando che esistono provvedimenti della magistratura che condizionano il percorso. Le decisioni assunte dai giudici, senza entrare in polemica, fissano dei paletti che devono essere rispettati.
Il Governo ha comunque adottato misure per garantire continuità. Da qui un terzo aspetto, che il segretario Fumarola conosce bene: oltre alle acciaierie e all’Ilva, c’è il futuro complessivo di Taranto. Crediamo che si possano fare scelte importanti anche al di là del destino dell’Ilva, che resta centrale e ben attenzionata dal Governo, come dimostrano i tavoli che verranno convocati a breve per ribadire la centralità di Taranto».
Cessione ai privati o intervento dello Stato?
Alla domanda se la cessione ai privati sia l’unica strada percorribile o se lo Stato possa intervenire direttamente, Bignami risponde:
«Bisogna innanzitutto capire quale sarà il destino dell’area a caldo e dell’area a freddo, perché da lì passa tutto».
Il “pacchetto” Ilva.
Alla richiesta se, a suo avviso, bisognerebbe rilevare l’intero complesso industriale, Bignami precisa:
«Bisogna vedere se il pacchetto si può prendere tutto. È evidente che il destino dell’impianto, anche alla luce dei tempi fissati dalla Corte d’Appello e di quelli che – da avvocato – conosco bene in relazione al ricorso in Cassazione, condizionerà la possibilità di trattare la questione in modo unitario».
L’aeroporto di Grottaglie.
Solo dopo le questioni legate all’ex Ilva, arriva la domanda sullo scalo jonico. Bignami, da viceministro dei Trasporti, risponde:
«Avendo avuto la delega sul trasporto aereo, continuo a chiedermi perché l’aeroporto di Taranto non venga valorizzato dalla Regione Puglia, che gestisce l’intera rete aeroportuale. Sarebbe un segnale di attrattività per il territorio, che oggi forse manca».