CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Grazie di cuore a chi continua a tenere in piedi, ogni giorno, la macchina operativa della Difesa nel territorio ionico.
Perché i numeri raccontano una realtà che non può più essere ignorata: all’Arsenale Militare di Taranto si è passati dagli oltre 4.700 dipendenti del 1975 ai circa 900 attuali, mentre nell’intero presidio ionico mancano all’appello 2.000 lavoratori civili. È il quadro che la Uil Fp ha presentato ieri, 7 settembre, al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, durante un vertice definito “cruciale” dal sindacato.
Secondo la Uil Fp, i tagli imposti dalla Legge 244/2012 e il rallentamento del turn-over hanno prodotto un effetto domino: impoverimento delle competenze interne, aumento delle esternalizzazioni, carichi di lavoro insostenibili. “La Marina vara unità navali ad altissima tecnologia, ma priva le basi del supporto tecnico indispensabile per garantirne manutenzione ed efficienza”, denunciano i rappresentanti del sindacato. “Non possiamo permettere che decenni di know-how vadano dispersi: formazione e ricambio generazionale devono diventare una scelta strategica”.
Sul tavolo anche questioni urgenti che, secondo la Uil Fp, richiedono risposte immediate: la trasparenza sulle piante organiche per evitare deroghe improprie; l’adeguamento dei fondi per il lavoro straordinario, ormai divenuto routine per garantire i servizi; la risoluzione della vertenza sugli assegni ad personam del personale ex militare transitato nei ruoli civili. Una vicenda che, oltre a generare disparità retributive, altera artificialmente l’attestazione ISEE, penalizzando i lavoratori nell’accesso a contributi, borse di studio e prestazioni sociali.
Infine, il sindacato ha chiesto un piano di welfare più inclusivo, con l’estensione ai civili dell’accesso a circoli e foresterie. “Il personale civile è un pilastro operativo imprescindibile. Il confronto resta aperto, ma servono fatti tangibili: Taranto non può più aspettare”, conclude la Uil Fp.