CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Dopo Palazzo Chigi, Confartigianato Taranto chiede decisioni e tempi certi sul futuro industriale e occupazionale. Il segretario generale Fabio Paolillo: interlocuzioni non bastano più.
"Torno da Palazzo Chigi con una convinzione ancora più forte: il problema non è più soltanto cosa accadrà all'ex Ilva. È cosa accadrà a Taranto. Le responsabilità vengono da lontano, da decenni di scelte che hanno legato l'occupazione a una sola fabbrica. Questa crisi non nasce con l'attuale Governo. Ma oggi tocca a questo Governo decidere".
“Si è parlato di forni elettrici e DRI. Ma chi investirà? Con quali risorse? Quando apriranno i cantieri? Se servirà GNL, con quale infrastruttura? Il rigassificatore è ancora sul tavolo? Taranto deve saperlo. Non sottovalutiamo la complessità. Ma è il momento di passare dalle ipotesi alle decisioni.
Qualunque sarà il nuovo assetto, la siderurgia di domani avrà bisogno di molti meno lavoratori. Cassa e ammortizzatori serviranno, ma non possono essere la prospettiva. Questa terra non può chiedere solo assistenza. Deve chiedere lavoro".
Il paradosso: "Migliaia di persone sostenute con risorse pubbliche perché manca il lavoro e un territorio che necessita di un'immensa opera di risanamento. Perché tenerle separate? Le bonifiche sono un diritto. Ma possono essere anche grande politica industriale: anni di lavoro per imprese, tecnici, edili, autotrasportatori. Costruiamo un programma industriale delle bonifiche con regia pubblica, formazione e ricollocazione".
La proposta: "Se un'artigiana assume e forma un lavoratore in cassa, trasformiamo il costo dell'inattività in investimento per il lavoro. Anche il Jtf va giudicato così.
Si ripropone un Tavolo permanente. Parteciperemo, ma il problema non è il numero dei tavoli: è ciò che accade dopo".