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“La fissazione per il prossimo 20 ottobre dell'udienza in Corte di Cassazione per discutere sul ricorso straordinario contro la chiusura dell'area a caldo dell'ex ILVA cambia tutto. Sia chiaro: non sappiamo cosa sarà deciso, ma questo al momento può bastare per congelare le richieste di cassa integrazione e di licenziamento che riguardano i dipendenti delle ditte dell'indotto iscritte alla nostra Associazione.”


E' il commento del presidente di CONFAPI Taranto, ing. Fabio Greco, non appena appresa la notizia del nuovo round giudiziario che va a registrarsi nell'ambito della gravissima crisi che riguarda lo stabilimento siderurgico.
“Siamo consapevoli -dichiara il presidente Greco- che la decisione della Suprema Corte potrebbe essere adottata in tempi non brevissimi, così come dobbiamo mettere in conto che potrebbe anche non essere quella che auspichiamo, ma a dimostrazione del nostro grande senso di responsabilità abbiamo stimato opportuno bloccare tutte quelle misure resesi necessarie a fronte di quanto stabilito lo scorso luglio dalla Corte d'Appello di Milano.”
“Proprio alla luce di questa novità, se è vero che sarà sospesa qualsiasi procedura relativa alla cassa integrazione guadagni straordinaria e ai licenziamenti collettivi, è altrettanto vero che continuerò a chiedere che da parte del Governo vengano rispettati gli impegni assunti questa mattina nel corso del Tavolo in ordine al pagamento dei crediti vantati dalle ditte dell'indotto. Il ministro Urso ha sostenuto pubblicamente che stanno lavorando, tramite la struttura commissariale ed opportuni strumenti legislativi, affinché ciò possa avvenire. Sarebbe importantissimo che a queste rassicurazioni seguissero fatti concreti soprattutto per abbassare una tensione che in città ha raggiunto livelli di guardia.”
“In queste settimane -aggiunge il presidente Greco riferendosi ad altre opportunità di cui potrebbe beneficiare l'area ionica- in CONFAPI abbiamo valutato in che modo possiamo contribuire alla crescita del territorio non pensando esclusivamente ad un singolo comparto industriale. Del resto, sono mesi che auspichiamo l'avvio della diversificazione economica. Lo abbiamo anche “certificato” realizzando il “Progetto per Taranto” che, già consegnato alle Istituzioni, alle parti sociali, alle organizzazioni sindacali e agli stakeholder, contiene proposte ed idee che possono avere un futuro.”
“Quanto affermato dal ministro Urso questa mattina in merito alle manifestazioni di interesse relative ad investimenti nell'area di Taranto, all'affidamento dell'attuazione di un piano di rilancio territoriale ad un commissario straordinario (che chiediamo venga coadiuvato da una task force di tecnici), alla creazione di un'area di accelerazione industriale per tecnologie a zero emissioni sostenendo gli investi, ci trova pienamente d'accordo.”

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