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È il momento di non limitarci più a dire ciò che non va, ma di costruire soluzioni per avvicinare giovani, disoccupati e percettori di sostegno al reddito al lavoro agricolo.

L'appello del segretario generale Fai Cisl Taranto Brindisi Alessandro Gesuè dopo le recenti attività ispettive nel territorio ionico: "Inaccettabile che ancora oggi ci siano persone nei campi senza regolare assunzione". La proposta: un patto con Arpal Puglia per orientamento, formazione e inserimento lavorativo.
Alessandro Gesuè - Segretario Generale FAI CISL Taranto Brindisil: 
“È il momento di non limitarci più a dire ciò che non va nel settore agricolo ma di costruire insieme soluzioni, di aprire percorsi per avvicinare giovani, disoccupati e percettori di sostegno al reddito; ciò a fronte di persistenti irregolarità, sfruttamento di manodopera e, soprattutto, di lavoratori impiegati senza regolare assunzione.
I risultati delle recenti attività ispettive nel territorio ionico confermano quanto sia necessario continuare a tenere alta l'attenzione sul rispetto delle regole e sulla tutela del lavoro nel settore.
Riteniamo inaccettabile che ancora oggi possano esserci persone le quali lavorano nei campi senza regolare assunzione e, di conseguenza, senza le tutele contrattuali, contributive, previdenziali e di sicurezza che devono accompagnare qualsiasi rapporto di lavoro.
Rivolgiamo innanzitutto un appello alle aziende agricole e alle associazioni datoriali, affinché venga ulteriormente rafforzata l'attività di informazione, sensibilizzazione e accompagnamento delle imprese verso il pieno rispetto delle norme e dei contratti.
La regolare assunzione non deve essere considerata semplicemente un adempimento burocratico; significa, invece, garantire al lavoratore contributi, previdenza, diritti contrattuali e tutte le tutele connesse al rapporto di lavoro.
Allo stesso tempo, la regolarità rappresenta una tutela per l'impresa, che può operare nel rispetto delle norme, evitando sanzioni e ulteriori conseguenze derivanti dall'impiego irregolare di manodopera.
Come Fai Cisl Taranto Brindisi esprimiamo quindi apprezzamento e ringraziamento all'Ispettorato del Lavoro, alle Forze dell'Ordine, all'INPS e a tutte le istituzioni impegnate nelle attività di vigilanza e contrasto al lavoro irregolare.
Un controllo del territorio indispensabile, che deve continuare.
Accanto alla repressione delle irregolarità, tuttavia, riteniamo necessario intervenire anche sulle cause che contribuiscono alla crescente difficoltà delle imprese agricole nel reperire manodopera.
Dobbiamo avere la capacità di analizzare fino in fondo ciò che sta accadendo nelle campagne, dove le aziende ci rappresentano una crescente difficoltà nel trovare lavoratori disponibili, soprattutto tra le nuove generazioni.
Questo, naturalmente, non può e non deve mai rappresentare una giustificazione per il lavoro nero, ma è un problema reale sul quale è necessario intervenire.
La difficoltà nel reperimento della manodopera, in alcuni casi porta le aziende a rivolgersi anche a persone già pensionate, disponibili a svolgere attività agricole, ma ciò conferma che esiste un problema di attrattività del settore che non possiamo ignorare.
E' the quindi necessario costruire vere e proprie politiche di attrazione verso il lavoro agricolo, facendone conoscere maggiormente le opportunità occupazionali, investendo nella formazione, nella qualificazione professionale e creando percorsi capaci di mettere direttamente in contatto le persone alla ricerca di occupazione con le aziende che manifestano fabbisogno di manodopera.
Da qui la proposta di aprire un confronto con Arpal Puglia, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali per costruire specifici percorsi di orientamento, formazione e inserimento lavorativo nel settore agricolo.
È questo il momento di costruire insieme soluzioni concrete, per individuare nuovi canali di inclusione nel lavoro agricolo rivolti ai giovani, ai disoccupati e, più in generale, a tutte quelle persone che oggi hanno difficoltà ad entrare o rientrare nel mercato del lavoro.
Si tratterà di veri e propri percorsi e protocolli di inclusione lavorativa, valutando anche il coinvolgimento, nel rispetto della normativa e delle compatibilità previste, dei percettori di misure di sostegno al reddito e di attivazione lavorativa, come l'Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro.
Attraverso Arpal, i servizi per l'impiego, la formazione e il coinvolgimento delle parti sociali possiamo mettere in contatto queste persone con le aziende agricole che hanno bisogno di manodopera.
Vanno create le condizioni affinché un primo ingresso nel settore possa diventare una vera opportunità professionale.
Un percorso di formazione o di inserimento avviato oggi, può rappresentare qualcosa di molto più importante di una risposta temporanea; ed una persona che oggi beneficia di una misura di sostegno può essere accompagnata verso il lavoro, acquisire competenze ed esperienza e, una volta terminato il periodo di sostegno, avere maggiori possibilità di continuare a lavorare e raggiungere una propria stabilità occupazionale ed economica.
Dobbiamo fare in modo che il sostegno rappresenti, dove possibile, un ponte verso il lavoro.
Per raggiungere questo obiettivo occorre però lavorare anche sulla qualità e sull'attrattività dell'occupazione agricola: rispetto dei contratti, sicurezza, formazione, riconoscimento delle professionalità e prospettive occupazionali sono elementi indispensabili per convincere soprattutto le nuove generazioni a guardare nuovamente all'agricoltura come a un settore nel quale costruire il proprio futuro professionale.
Occorre mettere insieme legalità, lavoro e politiche attive continuando senza esitazioni a contrastare il lavoro nero e ogni forma di sfruttamento, consentendo alle imprese sane di trovare lavoratori e creare nuove opportunità per giovani, disoccupati e persone che devono essere accompagnate verso il reinserimento lavorativo.
L'agricoltura ha bisogno di lavoratori ma ha bisogno soprattutto di lavoro regolare, sicuro, dignitoso e che, proprio per questo, torni a risultare attrattiva anche per le nuove generazioni”.

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