CRONACHE TARANTINE
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La vedova di Erasmo Iacovone racconta l'incontro avvenuto allo stadio durante Taranto-Novoli. Un momento che ha permesso di superare le incomprensioni del passato nel segno del rispetto reciproco e dell'amore per la città.
Non solo la festa per la riapertura dello stadio Iacovone e per il successo del Taranto sul Novoli. La serata di domenica 27 settembre ha regalato anche un momento dal forte valore simbolico: l'incontro tra Paola Raisi, moglie dell'indimenticato Erasmo Iacovone, e il commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese.
Una vicenda che arriva dopo le polemiche legate alla prima inaugurazione dell'impianto, quando la stessa Raisi aveva manifestato il proprio rammarico per non essere stata inizialmente coinvolta nella cerimonia dedicata allo stadio intitolato al marito. Ora, però, a parlare sono le parole distensive affidate dalla vedova di Iacovone a una lunga lettera affidata a Cronache Tarantine, nel quale racconta l'incontro e il valore che ha avuto per lei.
«Il giorno prima della mia partenza per Taranto, durante un collegamento televisivo, avevo già detto esplicitamente di essere a conoscenza della presenza allo stadio del commissario Ferrarese. Avevo anche espresso con piacere la volontà di stringergli la mano, qualora ci fossimo incontrati, non soltanto come semplice gesto di amicizia, ma anche come segno di riconoscenza per tutto l'impegno che ha profuso nel portare avanti e realizzare un progetto così importante.
Credo infatti che un gesto di gratitudine nei confronti della concretezza del suo lavoro e per aver restituito nuove speranze a una città che amo da sempre sarebbe stato per me un segno di grande valore e rispetto. Una stretta di mano che, in qualche modo, avrebbe potuto anche cancellare quel piccolo, sebbene piuttosto spiacevole, episodio della "svista" avvenuta nei confronti miei e di mia figlia.
E poi, quasi come se le cose dovessero andare proprio così, abbiamo avuto modo di parlarci. Alla sua domanda se avessi visto la serata inaugurale dei Giochi del Mediterraneo, ho potuto confermargli di aver seguito tutto in televisione, complimentandomi sinceramente per la splendida organizzazione e per la straordinaria bellezza della scenografia.
Gli ho anche detto di aver seguito la serata di chiusura, vivendo da lontano quelle emozioni che hanno accompagnato un momento così significativo per la città.
La cosa particolare, però, è stata la coincidenza che ci ha visti fianco a fianco per tutta la serata, a seguire la partita e a gioire insieme per la vittoria esplosiva del Taranto. È stato un incontro casuale, spontaneo, quasi naturale. Eppure, per me, ha avuto un significato particolare.
Sembra quasi che qualcuno, da lassù, avesse già pensato a tutto e avesse organizzato anche questo incontro: l'occasione giusta per chiarire, superare quel piccolo episodio e trasformarlo in qualcosa di positivo.
E, alla fine, è bastata una stretta di mano. Una stretta di mano che racchiudeva rispetto, riconoscenza e, soprattutto, la voglia di guardare avanti, auspicando un nuovo futuro per Taranto».
Parole che chiudono una vicenda che nei mesi scorsi aveva suscitato discussioni e che oggi lascia spazio a un messaggio di riconciliazione. Un gesto semplice, consumato sugli spalti dello stadio dedicato a Erasmo Iacovone, che per Paola Raisi ha assunto un significato profondo: quello di superare ogni incomprensione e guardare avanti con fiducia, nel nome di Taranto e della sua storia.