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Intermite: «L’inflazione al 4,2% e l’aumento dei costi energetici stanno comprimendo i consumi. Servono moratorie sui finanziamenti, rinvio delle scadenze fiscali e interventi strutturali».


Inflazione in crescita, costi energetici ancora elevati e continui rincari dei carburanti stanno mettendo in seria difficoltà famiglie e imprese. A lanciare l’allarme è Confesercenti Casaimpresa Taranto che, attraverso la presidente Francesca Intermite, chiede al Governo interventi immediati per arginare una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi.
Secondo l’associazione di categoria, l’aumento dell’inflazione al 4,2%, il livello più alto dal settembre 2023, sta riducendo sensibilmente il potere d’acquisto dei cittadini, con inevitabili ripercussioni sui consumi e sull’intero sistema economico locale.
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le micro, piccole e medie imprese, alle prese con un incremento costante dei costi di gestione.
«Il carburante è il motore della nostra economia – afferma Francesca Intermite – e i rincari vertiginosi di diesel e benzina stanno colpendo duramente comparti strategici come commercio e turismo. Si tratta di costi che incidono sugli spostamenti quotidiani di titolari e lavoratori ma, soprattutto, sulla logistica e sul trasporto delle merci. Aumenti di questa portata erodono ulteriormente margini di profitto già ridotti e mettono a rischio la tenuta di molte attività».
Per scongiurare un effetto domino che potrebbe tradursi nella chiusura di numerose imprese del territorio, Confesercenti ha avanzato al Governo una serie di proposte ritenute prioritarie.
Tra queste, il ripristino di una moratoria straordinaria sui finanziamenti, con la sospensione delle quote capitale dei mutui e dei prestiti bancari destinati alle piccole e medie imprese maggiormente colpite dall’aumento del costo dei carburanti.
L’associazione chiede inoltre il rinvio delle scadenze fiscali autunnali e l’introduzione di piani di rateizzazione straordinari, senza sanzioni né interessi, per consentire alle aziende di preservare liquidità e continuità operativa.
Tra le misure indicate figura anche una riduzione delle accise sui carburanti e il rafforzamento dei crediti d’imposta per le spese di trasporto e logistica sostenute dalle imprese non industriali.
Per Confesercenti, la recente introduzione di un tetto temporaneo ai prezzi alla pompa da parte di alcune compagnie petrolifere rappresenta un segnale positivo, ma insufficiente a risolvere un problema che ha radici più profonde.
«Il price cap è certamente un aiuto per gli utenti – conclude Intermite – ma resta un intervento temporaneo. La crisi è aggravata dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti internazionali in corso. Occorrono riforme strutturali e misure di sistema che non possono più essere rinviate. Il Governo deve intervenire subito per tutelare la sopravvivenza delle imprese e salvaguardare il bilancio delle famiglie».

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