CRONACHE TARANTINE
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Un ampio fronte di associazioni, comitati e realtà civiche del territorio ha presentato alla Regione Puglia un'istanza per chiedere la verifica dell'ottemperanza alle prescrizioni ambientali del progetto del dissalatore del Tara, l'aggiornamento dell'istruttoria e la valutazione delle sopravvenienze ambientali emerse dopo il rilascio delle autorizzazioni.
Tra i firmatari figurano la Rete Civica Difesa Fiume Tara con Domenico Colucci, Associazione Genitori Tarantini, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Coordinamento Cittadino di Lido Azzurro, ANTA – Associazione Nazionale Tutela Ambiente, ARCI Calypso APS, Associazione Controra, Associazione Taras Futura, Terra Jonica, NaturOffice APS, Gambe di Mazinga APS, Comitato Rinascita Lido Azzurro, Associazione Sustain per la Cooperazione fra Scuole, Museo Laboratorio della Fauna Minore del Parco Nazionale Pollino, CO.RI.TA. – Comitato Rimboschimento Taranto, siAmo Taranto ODV, Mare Libero APS-Puglia, Associazione Culturale e Musicale Sud Est, Post Disaster APS, Fridays for Future Bari, Giustizia Climatica Ora!, Pro Loco di Lama e le sue Contrade, Gruppo Donatori Sangue Fratres Massafra ODV, Queer Market Show APS, La Primavera APS, Arcigay Taranto, Hermes Academy, Taranto Pride Net, APS Fucarazza, Le Cummari, Dis-Edication APS e Arci Statte.
Secondo i promotori, il quadro ambientale del Fiume Tara sarebbe cambiato rispetto a quello preso come riferimento nella Valutazione di Impatto Ambientale. Nell'istanza vengono segnalati fenomeni di ristagno delle acque, riduzione delle portate, eutrofizzazione, proliferazione algale, torbidità e possibile peggioramento dello stato ecologico del fiume, in particolare nell'area della Madonnina.
I firmatari sostengono inoltre che non risulterebbero pienamente accessibili i dati del Piano di Monitoraggio Ambientale e chiedono alla Regione di accertare il rispetto di tutte le prescrizioni previste dal PAUR, incluse quelle relative al deflusso ecologico, al monitoraggio delle portate e all'aggiornamento del modello MesoHABSIM.
L'istanza richiama note e sopralluoghi di ASL Taranto, ARPA Puglia e Comune di Taranto, oltre a documentazione fotografica e dati pluviometrici che, secondo i sottoscrittori, renderebbero necessario approfondire le cause delle criticità rilevate e verificare l'eventuale deterioramento del corpo idrico.
Tra gli aspetti oggetto della richiesta figurano anche i possibili effetti cumulativi con le attività di dragaggio del Porto di Taranto, la presenza di sedimenti potenzialmente contaminati, le interferenze con il metanodotto Snam e con altri sottoservizi, nonché la sicurezza delle opere previste.
Nelle conclusioni, i firmatari chiedono alla Regione Puglia di avviare una verifica dettagliata delle prescrizioni ambientali, acquisire tutti i dati di monitoraggio, coinvolgere ARPA, ASL, Autorità di Bacino e Autorità Idrica Pugliese, effettuare sopralluoghi e campionamenti indipendenti e valutare, qualora emergano impatti ulteriori o non previsti, l'eventuale aggiornamento della procedura di valutazione ambientale e l'adozione delle misure previste dalla normativa vigente.