CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Il primo volo cargo partito sabato scorso dall'aeroporto 'Arlotta' di Grottaglie è stato un momento importante.
Se ne parlava da anni di sfruttare la pista per questo, ma fino all'altro ieri anche questa possibilità sembrava una chimera. Un po' come i voli orbitali... Ovvio che va alzata l'asticella e bisogna puntare ai voli civili, come da anni chiede gran parte del territorio ionico.
Dunque, la rotta Taranto-Istanbul può aprire nuovi sbocchi commerciali che vanno sfruttati, tanto dall'intera regione quanto e soprattutto dall'economia ionica. In fin dei conti, può diventare il volano per aprire altri obiettivi, soprattutto esteri, se si ha la visione di guardare oltre. Per esempio, uno dei settori più importanti in Puglia è la filiera agroalimentare. Guardiamo un po' di numeri (fonte Regione Puglia) per comprendere meglio quali prospettive potrebbero esserci.
La filiera agroalimentare pugliese è un elemento chiave dell'economia regionale, rappresentando circa il 10,84% delle aziende dell'agro-business italiano con oltre 77.000 sedi operative. Nel settore della trasformazione alimentare, il numero degli addetti ha raggiunto le 33.791 unità nel 2026, un aumento significativo del 21,6% rispetto al 2021. L'industria alimentare pugliese contribuisce a oltre il 21% del valore aggiunto del Sud Italia, grazie a solidi legami territoriali e a elevati standard qualitativi.
Le esportazioni agroalimentari hanno superato 1,28 miliardi di euro, anche se la propensione all'export sul fatturato è del 12,9%, inferiore alla media nazionale del 24,1%, indicativo perciò per ampi margini di crescita a livello internazionale.
E Taranto? Per quanto riguarda la filiera agroalimentare tarantina, essa rappresenta un pilastro economico fondamentale per la provincia, integrando strettamente terra, mare e tavola. Caratterizzata da una ricca biodiversità e supportata da investimenti in logistica e reti distributive locali, la filiera tarantina è in fase di trasformazione strategica per convertire la sua eccellenza produttiva in una presenza strutturata sui mercati internazionali. Il territorio ionico partecipa all'incremento delle esportazioni pugliesi che nei primi sei mesi del 2026 hanno superato, come detto, gli 1,28 miliardi di euro.
Il Primitivo di Manduria DOC è il protagonista indiscusso della zona, insieme ad altre importanti denominazioni come il Lizzano DOC, il Martina Franca DOC e il Tarantino IGP, sinonimo di eccellenza per vini bianchi, rossi e rosati. Le Clementine del Golfo di Taranto IGP sono il simbolo della produzione ortofrutticola ionica e vengono coltivate in una ristretta fascia della provincia, comprendente comuni come Ginosa, Castellaneta, e Palagiano. Non trascurabile è anche la produzione di uva da tavola, arance e ortaggi.
L'olio extravergine d'oliva trova la sua massima espressione nell'Olio Terre Tarentine DOP, prodotto da varietà locali storiche come Leccino e Coratina. Organizzazioni come la cooperativa Ajprol uniscono migliaia di produttori per mantenere alti gli standard della filiera. Un'altra risorsa unica per Taranto è la mitilicoltura, che svolge un ruolo centrale nell'economia e nei processi di riconversione del territorio. Nonostante i problemi degli ultimi anni, può essere un settore che incide nell'economia generale dell'intera filiera.
Gli esperti suggeriscono che il rafforzamento delle produzioni tarantine dovrebbe puntare su accordi strategici per migliorare la redditività dei produttori ed efficientare la logistica dell'export. Di notevole importanza perciò è proprio la rotta cargo Taranto-Istanbul, appena inaugurata all'aeroporto di Grottaglie, che offre vantaggi significativi in termini di riduzione dei tempi e dei costi di trasporto, specialmente per i prodotti freschi.
Già in passato, ad esempio, nell'ottica di una logistica multifunzione, l'Autorità Portuale di Taranto siglò - nel 2013 - un protocollo d'intesa con la Basilicata per fornire assistenza e servizi alle produzioni agroalimentari della regione al confine con il tarantino. L'allora presidente dell'Authority, Sergio Prete, credeva fortemente allo sviluppo di una filiera logistica che comprendesse, oltre al trasporto su binari, proprio il porto e l'aeroporto. Ora c'è un ulteriore protocollo d'intesa firmato tra Basilicata e Autorità di Sistema tarantina (Ferrandina piastra logistica, collegamento su binari con Taranto), ma con uno sguardo allo sviluppo del piccolo aeroporto di Pisticci che potrebbe, così, fungere da base per il trasporto cargo e togliere possibilità all'Arlotta.
E i voli civili? Il Consiglio Regionale ha stanziato un finanziamento triennale da 1,3 milioni di euro a favore di Aeroporti di Puglia proprio per incentivare l'attivazione dei voli civili. È recente la pubblicazione del bando di gara per i voli di linea: in questa prima fase, 12 voli settimanali complessivi verso Roma e Milano-Linate, con l'andata e il ritorno nella stessa giornata.
L'intreccio possibile con lo sviluppo dei voli cargo può essere vista anche in questo senso: aprirsi al mondo e favorire l'utilizzo successivo dello scalo grottagliese per i voli civili. Tanto che, ad esempio, negli scorsi mesi, fiutando probabilmente la possibilità che Grottaglie possa diventare un aeroporto multifunzione - passateci nuovamente il termine - un gruppo di imprenditori ha messo su Puglia Sky, progetto di nuova compagnia aerea regionale, il cui obiettivo iniziale è proprio quello di rilanciare scali minori pugliesi come il 'G.Lisa' di Foggia e l''Arlotta' di Grottaglie. E lo sfruttamento del bando regionale potrebbe sviluppare proprio questa ipotesi.
Puglia Sky - socio unico Finland dei fratelli Ladisa - ha una compagine societaria al momento composta, oltre che dai Ladisa stessi, dagli imprenditori Antonio Albanese, Giacomo Mescia, Daniele Azzarone, quest'ultimo capo di Consulta Spa che è una società esperta nel servizi a terra negli aeroporti.
Dunque, gli scenari futuri a breve-medio termine potrebbero vedere l'aeroporto di Grottaglie diventare strategico sia per le rotte prettamente commerciali che per i voli civili in un secondo momento. Molto dipenderà dalla capacità dell'imprenditoria locale - ma non solo - di sfruttare questa possibilità per aumentare il proprio volume d'affari. Ma anche e soprattutto dalla politica nel sostenere, finalmente aggiungiamo, le potenzialità della pista tarantina. Staremo a vedere.