CRONACHE TARANTINE
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A Taranto la rigenerazione culturale viaggia a due velocità.
Da una parte c'è un gioiello appena restaurato e già pronto che resta inaccessibile per un cavillo burocratico, dall'altra un palazzo simbolo del degrado che finalmente si prepara a tornare a vivere. Due storie opposte che raccontano le luci e le ombre del recupero del patrimonio cittadino.
È il paradosso fotografato in questi giorni a Taranto. Due edifici storici, due interventi attesissimi, due destini che per ora non si incrociano.
Il primo è Casa Paisiello. Cinque mesi dopo la consegna simbolica delle chiavi avvenuta il 29 aprile, la casa del celebre compositore tarantino resta chiusa. Il cantiere è finito, il restauro completato, la destinazione è chiara: diventare sede del Conservatorio "Giovanni Paisiello" con la scuola di composizione, seminari e attività di ricerca. Quello che manca è l'ultimo, decisivo passaggio: l'agibilità.
Da Palazzo di Città fanno sapere che le opere sono concluse e la documentazione è stata trasmessa agli uffici competenti, ma l'iter amministrativo per il rilascio delle autorizzazioni è ancora in corso. Senza quel via libera, il trasferimento non può avvenire. Così un luogo simbolo della storia musicale della città resta in un limbo: pronto sulla carta, inutilizzabile nella realtà. E con lui restano in attesa studenti, docenti e cittadini.
A pochi isolati di distanza, invece, qualcosa finalmente si muove. È la storia di Palazzo Frisini, in via Mazzini. Dopo oltre venticinque anni di abbandono e degrado, lo storico immobile di 4mila metri quadrati sta per rinascere.
Il cronoprogramma è già fissato: il 19 ottobre partiranno le operazioni di bonifica interna, mentre tra il 20 e il 25 novembre prenderanno il via i lavori veri e propri di riqualificazione, restauro e consolidamento, affidati all'impresa Costruzioni Cinquegrana per conto di Adisu Puglia.
L'intervento, che durerà circa due anni, è ambizioso: trasformare Palazzo Frisini nella più grande residenza universitaria di Taranto, con 92 posti letto. Ma non sarà solo uno studentato. Il progetto, firmato dallo studio Corvino+Multari, prevede un piano terra completamente aperto alla città, con biblioteca, coworking, caffetteria, palestra, laboratori ed eventi culturali, un cortile di comunità per mostre e iniziative e una terrazza urbana per incontri ed esposizioni. Ai piani superiori gli alloggi per gli studenti con spazi comuni.
Se i tempi saranno rispettati, l'apertura è prevista entro la fine del 2028.
Due vicende che, lette insieme, raccontano bene la sfida di Taranto: da un lato la difficoltà di trasformare un restauro compiuto in un'opportunità fruibile, superando gli ostacoli burocratici che spesso svuotano di senso gli sforzi fatti; dall'altro la capacità di immaginare un futuro per i contenitori abbandonati, restituendoli alla comunità con funzioni nuove.
Casa Paisiello aspetta un timbro per aprire. Palazzo Frisini inizia a cancellare 25 anni di oblio per rinascere. In mezzo, una città che chiede solo di potersi riappropriare, finalmente e fino in fondo, della propria storia.