CRONACHE TARANTINE
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Accelerare la transizione economica e industriale del territorio per fronteggiare gli effetti della crisi dell’ex Ilva.
È l’appello lanciato dal presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco, che torna a sollecitare l’avvio di progetti concreti nei settori della cantieristica navale e dell’eolico offshore, ritenuti strategici per creare nuove opportunità occupazionali e ridurre la dipendenza dalla monocultura siderurgica.
«Ci apprestiamo a vivere un’altra settimana segnata da incertezze e attese, mentre la mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di una situazione il cui controllo sembra essere sfuggito di mano. Taranto non può rassegnarsi a diventare una città di cassintegrati. Servono soluzioni strutturali che consentano di costruire un futuro diverso, avviando finalmente quel processo di diversificazione economica e industriale di cui si parla da anni.
Tuttavia, ogni percorso di transizione rischia di essere vano se, nell’attesa della decisione della Corte sull’area a caldo, non si tutelano le imprese dell’indotto, non si attuano i provvedimenti previsti e non si garantiscono i pagamenti. In caso contrario, si rischia di disperdere il patrimonio di competenze costruito nel tempo dalle aziende e dai lavoratori del territorio.
Come Confapi abbiamo presentato un progetto di rilancio che individua diversi settori strategici, tra cui la cantieristica navale, comparto che ha segnato la storia industriale di Taranto e che può tornare a rappresentare una concreta prospettiva di sviluppo».
Secondo Greco, la crisi dello stabilimento siderurgico produrrà effetti ben oltre il perimetro dell’acciaieria, coinvolgendo l’intero sistema economico locale.
«Taranto possiede una tradizione straordinaria nella costruzione navale che non può essere dimenticata. A differenza di altri poli industriali italiani, come Genova e La Spezia, qui non si costruiscono più navi, nonostante la presenza di aziende altamente qualificate e competenze riconosciute.
Per questo continuiamo a chiedere che venga data piena attuazione a quanto previsto dall’articolo 8 del Decreto Energia sull’eolico offshore. La norma individua la creazione di un polo nazionale dedicato alla progettazione, produzione e assemblaggio di piattaforme eoliche galleggianti, infrastrutture elettriche e attività legate alla cantieristica navale. Tra i porti strategici individuati figura anche Taranto. È quindi legittimo domandarsi perché non si proceda rapidamente, soprattutto alla luce della grave crisi che sta attraversando il territorio e del previsto ridimensionamento del siderurgico».
Per il presidente di Confapi, non bastano annunci e norme approvate se queste non vengono tradotte in interventi concreti.
«Il tempo a disposizione per costruire un’alternativa reale alla monocultura siderurgica si sta riducendo. Occorrono decisioni rapide e risposte chiare da parte della politica. Come Confapi abbiamo già manifestato la nostra piena disponibilità a collaborare per accelerare il processo di transizione industriale e diversificazione economica. Lo dimostrano il nostro “Progetto per Taranto” e la cordata di imprese costituita nelle ultime settimane.
Ora però attendiamo segnali concreti dalle istituzioni, auspicando che non vadano nella direzione opposta, come accaduto con il temporaneo taglio dei fondi destinati all’eolico offshore».
Greco conclude indicando alcune priorità per il rilancio del territorio:
«Riteniamo che Fincantieri debba valutare Taranto come un polo strategico per la realizzazione di nuove unità navali, rafforzando al tempo stesso le attività di manutenzione. Parallelamente, è necessario costruire filiere territoriali solide, capaci di dialogare con i grandi player nazionali e internazionali, e mettere a disposizione delle imprese strumenti operativi efficaci: dalla formazione alla digitalizzazione, dall’accesso ai finanziamenti alla semplificazione amministrativa. Solo così Taranto potrà tornare a essere protagonista del proprio futuro».