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Taranto si prepara a scendere in piazza per il diritto alla vita. Per Carla Lucarelli quel 17 ottobre non è solo la data del corteo. È il giorno in cui dieci anni fa, all'ospedaletto di Bari, a suo figlio Giorgio dissero che aveva un tumore maligno. Aveva pochi anni. È morto a 15, il 25 gennaio 2019.


Carla è la mamma di Giorgio Di Ponzio. Il suo volto in questi giorni è tornato sui social, condiviso spontaneamente, alla vigilia della manifestazione cittadina contro le emissioni industriali. Carla ci sarà anche domani, in strada. E affida a una lettera aperta la memoria di suo figlio, il suo dolore che non cerca pietà, ma dignità.

Ecco il suo racconto, integrale.


"Il 17 ottobre i tarantini si preparano a scendere per strada per rivendicare il proprio sacrosanto diritto alla vita compromesso e demolito dalle emissioni industriali sulle nostre case, una data che non posso dimenticare. Esattamente il 17 ottobre 2016, dieci anni fa, arrivò la diagnosi per Giorgio, quella che ha cambiato per sempre la nostra vita.
Quel giorno io e Giorgio eravamo all'Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari che tutti conosciamo come ospedaletto, lì ci dissero che era stato aggredito da un tumore maligno, diagnosi che fu poi definita all'oncologico pediatrico del Policlinico di Bari: sarcoma a cellule chiare delle parti molli che nel frattempo a Taranto, sbagliando diagnosi, stavano curando come una semplice fistola, con le pomate.
Il caso di Giorgio è stato studiato nei convegni internazionali grazie alla rete di comunicazione dei casi pediatrici più rari, data anche la sua giovane età. Giorgio è morto a 15 anni il 25 gennaio 2019, dopo aver conosciuto la sua patologia ma senza esser stati preparati a combattere il suo vero nemico, la diossina, quella che ancora oggi è presente nella catena alimentare di tutta la nostra provincia.
In questi giorni che precedono il corteo mi ha fatto molto piacere vedere il volto di Giorgio citato e condiviso sui social da diverse persone, iniziative spontanee e sincere che servono a mantenere viva la memoria ma tutti insieme dobbiamo purtroppo ammettere che il sacrificio di Giorgio ha messo lui nelle condizioni di dare a Taranto molto di più di quello che questa città ha dato a lui, anche dopo il suo decesso. Nonostante tutto domani per strada ci sarà anche io.
Senza polemiche, ma facendo un'analisi che miri alla vera crescita della nostra città che vive un disastro sociale già da qualche decennio senza che nessuno si sia interessato degli allarmi evidenti, penso che sia arrivato il momento per gli operai di manifestare a tutela dei propri diritti evitando di ledere i diritti degli altri sino a porre a rischio l'incolumità delle persone. Dall'altra parte le manifestazioni dei cittadini necessitano di una seria crescita culturale che parta dall'abbandono delle manifestazioni del dolore alla ricerca di una pietà che non serve a nessuno.
Serve dignità e l'umile consapevolezza dei propri limiti per poter sperare di imparare qualcosa dai nostri lutti e dagli innumerevoli calvari familiari per cambiare le sorti del nostro territorio. Nient'altro".

Carla Lucarelli - Giorgioforever


Domani Carla sarà in corteo, come dieci anni fa era in quella stanza d'ospedale. Non chiede pietà. Chiede che il dolore di Giorgio, di tutte le famiglie spezzate, diventi finalmente dignità. E futuro.

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