CRONACHE TARANTINE
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Il bilancio è fresco di stesura, appena consegnato a sindaco e revisori.
Ma è ancora da approvare: va fatto entro 30 giorni e da quel momento in poi l'Amministrazione comunale intraprenderà il percorso - entro le linee guida del Codice civile - per salvare l'azienda dal fallimento e, di conseguenza, tutelare i lavoratori. Oltre che i servizi ai cittadini.
E' la sintesi di un Consiglio comunale, monotematico, che ha cercato di sapere quale futuro abbia la società partecipata attraverso le dure critiche dei rappresentanti sindacali, delle opposizioni e le risposte della maggioranza, le cui voci sono state quelle di Spalluto (ex presidente fino a poche settimane fa di Kyma Ambiente), dell'assessore alle partecipate Cataldino e del sindaco Bitetti. In mezzo anche l'intervento dell'ing. Nacci, attuale amministratore unico dell'azienda che ha confermato la presentazione del bilancio chiuso il 16 ottobre scorso e passato all'Amministrazione comunale soltanto oggi (proprio Bitetti ha confermato di averlo ricevuto via mail a mezzogiorno).
Che dire? Le posizioni erano ben note sin dalla vigilia del monotematico. I sindacati, che in mattinata erano in presidio sotto Palazzo di città, dopo l'incontro ritenuto poco fruttuoso, sempre in mattinata, con il sindaco Bitetti, anche in aula hanno espresso forti perplessità sulla gestione dell'azienda negli ultimi mesi, pur riconoscendo che la crisi arriva da più lontano. "Ci preoccupano le non risposte ai nostri dubbi, ci preoccupa il futuro dell'azienda e dei lavoratori - il leit motiv nei vari interventi degli esponenti sindacali -. Perchè non riusciamo a capire se davvero l'Amministrazione comunale abbia una soluzione alla crisi di Kyma Ambiente oppure si stia solo perdendo ulteriore tempo. Non comprendiamo la gestione che ha aggravato la situazione - tra le opinioni -, quale sia davvero lo scopo: è quello di privatizzare oppure c'è una strada differente? E se sì, vogliamo conoscerla, perchè i numeri sembrano agghiaccianti e finora non abbiamo avuto risposte".
Una preoccupazione che riguarda circa 450 lavoratori, 500 con gli interinali. "Non abbiamo un piano industriale, su quali leve l'Amministrazione voglia poggiare una soluzione che sia una", in pratica le critiche dei sindacati.
Critiche rafforzate dalle parole di vari consiglieri d'opposizione, da Stellato a Lazzaro, da Tribbia a Stano, da Vietri a Di Bello, che hanno incalzato sulla opacità della vicenda, su documenti in sostanza non conosciuti, di un bilancio non ancora definito o comunque non visibile ("Se il bilancio non era ancora pronto come si può pretendere di conoscerlo?", una delle risposte di Bitetti nel suo intervento). Critiche anche all'ing. Nacci non sono mancate, 'reo' di non aver tenuto conto delle richieste dei sindacati. La Toscano, tornata fra i banchi dell'opposizione per il ritorno di Liviano a occupare lo scranno di Presidente del Consiglio comunale, ha chiesto "come l'Amministrazione vuole procedere", visto che Bitetti nel suo intervento "non ha fornito risposta".
Toni non certamente pacati, ma com'era ovvio che fosse. Per la maggioranza hanno parlato Spalluto, ex presidente Kyma Ambiente, che non ha mancato di criticare l'ing. Nacci: "Nella mia gestione avevamo avviato la procedura del concordato, ma lei ha ritenuto di interromperla". Una conferma della linea già profferita dalla Filippetti, segretaria del Pd, nei giorni scorsi. Di obiettivo primario - la salvezza dell'azienda e dei lavoratori - ha parlato Cataldino: "La soluzione attualmente non c'è, la stiamo cercando e soprattutto perchè abbiamo un obiettivo: mantenere pubblica l'azienda, salvare l'occupazione", ricordando come questa sia una crisi che parte addirittura dai tempi del dissesto.
Tra gli interventi quello di Azzaro ha trovato spazio nella replica del primo cittadino. Azzaro, confermando di non votare le due mozioni presentate (una della minoranza, una della maggioranza che alla fine, ovvio, ha prevalso sulla tesi di 'operazione verità'), ha avanzato una proposta: "Mettiamoci tutti attorno a un tavolo e lavoriamo per trovare la soluzione più adeguata. Dalla maggioranza alla minoranza e ai sindacati".
Nella replica del sindaco Bitetti, ci sono risposte anche un po' piccate alla minoranza. Ma anche il ricordare come "le percentuali della raccolta differenziata sono aumentate nonostante la città non sia ancora tutta coperta da questo servizio". Ma anche come "sia stato difficile trovare tutti gli atti, cioè ricostruire" la storia dell'azienda per individuare il percorso giusto "senza mai dimenticare il servizio alla città", oltre che naturalmente per salvare l'azienda e tranquillizzare le giuste richieste dei lavoratori.
"Ci sono scelte che non possono essere discrezionali - ha spiegato Bitetti a margine del Consiglio -. A gennaio del 2026 il Collegio dei revisori ha dichiarato lo stato di crisi dell'azienda e dobbiamo seguire quelle che sono le norme, puntando a reperire le risorse per raggiungere gli obiettivi prefissati. E' complicato, di certo, ma sono fidicioso che il lavoro che stanno effettuando gli uffici possa indicarci la strada migliore per la salvezza dell'azienda e per la tutela dei lavoratori".
In pratica, come accennato in apertura, la strada che appare più percorribile sembra quella della liquidazione volontaria, che presuppone l'affidamento a un liquidatore e quindi il percorso di adempimenti per far fronte alle esposizioni. Il bilancio, come già detto, dovrà essere approvato entro 30 giorni e poi si sceglierà la via nel recinto della legge. Certo, bisognerà trovare le risorse per affrontare la procedura: all'eventuale liquidatore va risposto entro 60 giorni più eventuale proroga di altri - ma ultimi - 60 giorni. Ma è una ipotesi, non resta che attendere.
Certo appare una corsa contro il tempo, perchè lo sbilanciamento finanziario di Kyma Ambiente è pesante. Riuscirà il Comune a ricondurre la barca in porto?