CRONACHE TARANTINE
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Sulla Leonardo Grottaglie di tanto in tanto aleggia l’ombra di qualcosa che non quadra. Certo, si parla di una società a maggioranza pubblica.
Ma l’attenzione dei sindacati resta di guardia alta, soprattutto ora che l’AD di Leonardo Spa, Lorenzo Mariani, ha dichiarato alla stampa che si prosegue e anzi si perfeziona la joint venture tra la Business Unit Aerostrutture e il fondo sovrano saudita PIF.
A sollevare quesiti è in questi ultimi giorni la FIOM. Secondo la sigla “stando alle parole dello stesso AD, l'iter avrebbe subito un rallentamento a causa dei conflitti in Medio Oriente, e il nuovo piano industriale verrà presentato entro il mese di marzo 2027”. Perciò “è fondamentale che le lavoratrici e i lavoratori rimangano all’interno della One Company”.
Ritenendo, inoltre, che l’aeronautica civile sia un settore strategico da rilanciare con investimenti concreti, va “collocato in una nuova dimensione europea che tenga conto di un quadro geopolitico internazionale estremamente complesso”.
Aggiunge il sindacato: “È quindi indispensabile chiarire se la futura governance della joint venture ragionerà nell'ottica di un vero sistema industriale o in quella di una mera ottimizzazione del capitale investito, con il reale rischio di depauperare un patrimonio di competenze e know-how costruito negli anni”.
Trattandosi di un’azienda a partecipazione statale e di un comparto strategico per l’intera manifattura italiana – nel solo sito di Grottaglie operano circa 1.300 addetti, oltre che 300 nell’indotto - anche “il Governo deve assumersi una precisa responsabilità, garantendo in modo esclusivo la tenuta della governance e la tutela dei perimetri industriali e occupazionali”.
La FIOM, tra l’altro, da tempo evidenza l’urgenza di adoperarsi “concretamente al superamento della monocommitenza del sito di Grottaglie, che ha già subito troppi ‘stop and go’, affiancando solidamente un nuovo progetto al programma B787”. Ricordiamo, infatti, che a Grottaglie lo stabilimento realizza componenti per il Boeing 787 Dreamliner, in particolare sezioni della fusoliera. Ora è inserito nella nuova Divisione Aeronautica, con l’obiettivo – così come richiedono i sindacati – di diversificare la produzione. Sono proprio queste ultime che, secondo la sigla, richiedono certezze, tanto per il mantenimento quanto anche il rafforzamento si potrebbe aggiungere dei livelli occupazionali. Ed ecco perché, in sostanza, si chiede chiarezza sui movimenti societari.