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La vertenza dell'impianto Pasquinelli approda sul tavolo della Prefettura. L’UGL Igiene Ambientale di Taranto ha chiesto la convocazione urgente di un confronto istituzionale per affrontare una situazione che, secondo il sindacato, rischia di trasformarsi in una nuova emergenza occupazionale e sociale per il territorio.
Al centro della vicenda ci sono i lavoratori impiegati nel servizio gestito da Daniele Ambiente. Il sindacato ricorda che il 5 ottobre l’azienda ha notificato un preavviso di licenziamento, mentre il 7 ottobre è stata attivata la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge. Successivamente, il 22 ottobre, la stessa società ha comunicato il recesso dal contratto di appalto o di servizio entro quindici giorni.
Una sequenza di passaggi che, secondo l’UGL, alimenta forti preoccupazioni sul futuro occupazionale del personale coinvolto e sulla continuità del servizio.
A rendere il quadro ancora più complesso è la situazione di Kyma Ambiente, partecipata del Comune di Taranto per la quale è stata annunciata la messa in liquidazione. Un elemento che, secondo il sindacato, rende necessario chiarire con urgenza chi garantirà la prosecuzione del servizio e la tutela dei posti di lavoro.
«Non siamo di fronte a una semplice vicenda amministrativa né a un ordinario cambio di appalto con un subentro già definito», afferma la segretaria provinciale UGL Igiene Ambientale, Cira Basile. «La comunicazione dei preavvisi di licenziamento, il successivo recesso contrattuale e le criticità che interessano Kyma Ambiente rischiano di convergere in un’unica pesantissima conseguenza: la perdita del posto di lavoro per le persone impiegate nel cantiere Pasquinelli».
L’organizzazione sindacale chiede quindi l’apertura immediata di un tavolo in Prefettura con la partecipazione del Comune di Taranto, di Kyma Ambiente e di Daniele Ambiente. Tra gli obiettivi indicati vi sono la sospensione di ogni iniziativa che possa determinare licenziamenti, la verifica di una moratoria sugli effetti del recesso contrattuale e l’applicazione della clausola sociale prevista nei cambi di appalto per garantire la continuità occupazionale.
Per l’UGL è inoltre indispensabile portare a termine il tentativo di conciliazione previsto dalla procedura di raffreddamento già avviata, coinvolgendo tutti i soggetti interessati.
«Non è più il momento di rinviare o limitarsi a interlocuzioni formali», conclude Basile. «Chiediamo al Prefetto di farsi promotore di un confronto urgente. In assenza di risposte tempestive e di impegni verificabili valuteremo, insieme ai lavoratori, tutte le legittime iniziative sindacali di mobilitazione e protesta».
Il sindacato ribadisce che la priorità resta la salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità di un servizio ritenuto essenziale per la comunità tarantina.