CRONACHE TARANTINE
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I social alla notizia della sentenza della Corte di Cassazione sono stati inondati di commenti, com’era facilmente prevedibile. Ecco le prime reazioni.
Per le associazioni tarantine la sentenza è una svolta. “Taranto è libera”, scrive la rete Onda del Futuro, che aveva promosso la manifestazione del 17 ottobre: “Ora Taranto deve impegnarsi a rimarginare le proprie ferite”. L’associazione chiede redditi per i lavoratori, “occupazione dignitosa ad ognuno e bonifiche reali”, ripetendo lo slogan ‘Nessuno verrà lasciato indietro’.
Anche Giustizia per Taranto e i Genitori Tarantini (quest’ultima ha condotto la ‘battaglia’ che ha poi prodotto il giudizio finale della Suprema Corte) accolgono la decisione come una vittoria del diritto alla salute: “La salute non può continuare a essere sacrificata sull’altare della produzione”. Per il legale Ascanio Amenduni – uno dei due che si sono spesi per raggiungere il risultato, l’altro è Maurizio Rizzo Striano - si tratta di una sentenza “epocale”, che segna la prevalenza della tutela sanitaria nel bilanciamento con le esigenze produttive.
Il commento di Peacelink: “Arriva il finale tanto atteso: lo stop definitivo. La Cassazione salva i bambini di Taranto. E i cittadini vincono. Finalmente l'ILVA dovrà spegnere l'area a caldo. Al cielo non saliranno più le nuvole degli inquinanti cancerogeni siderurgici che tanto danno hanno provocato alla salute pubblica. E’ una soddisfazione immensa. La lunga lotta giunge all'obiettivo conclusivo. Questo risultato è il frutto dell’immenso coraggio di un gruppo di cittadini, guidati dall’Associazione Genitori Tarantini, che hanno sfidato il potere. Un grande grazie va ai loro avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano. E alla dottoressa Annamaria Moschetti che ha scritto la perizia sanitaria con la quale ha documentato la presenza
concreta del danno alla salute della popolazione. A tutti dobbiamo essere grati e riconoscenti. Adesso occorre costruire un'alleanza fra i cittadini e i lavoratori per rivendicare un nuovo lavoro: dignitoso, pulito e umano”.