CRONACHE TARANTINE
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Non usa mezzi termini Luciano Manna, esponente di VeraLeaks, nel replicare alle recenti dichiarazioni dell'ex direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, intervenuto sul tema dei forni elettrici nel percorso di decarbonizzazione dell'ex Ilva di Taranto.
«Dall'ex direttore di Arpa Puglia non accettiamo nessuna lezione su emissioni e danni alla salute», afferma Manna, contestando le posizioni espresse da Assennato secondo cui «l'impatto dei forni elettrici è minimo» e non rappresenterebbe «nessun problema per la salute dei tarantini».
La replica di VeraLeaks è particolarmente dura. «Grazie Giorgio, ci è bastato tutto quello che abbiamo dovuto subire nel corso del tuo mandato nell'agenzia regionale, con tutto quello che ne è scaturito e che ben conosci», scrive Manna, ricordando gli anni delle battaglie ambientali e i rapporti conflittuali con gli enti preposti ai controlli.
Nel mirino dell'associazione finiscono anche le affermazioni secondo cui in diverse realtà del Nord Italia sarebbero presenti forni elettrici senza effetti significativi su ambiente e salute. «Caro Giorgio, abbiamo già dato ed anche abbastanza, non vogliamo passare il resto della nostra vita a sostituirci agli organi di controllo, come è successo durante il tuo mandato, e alle istituzioni che in questi decenni non hanno tutelato la nostra salute», aggiunge Manna.
Secondo VeraLeaks, le tesi sostenute dall'ex dg di Arpa Puglia sarebbero smentite dalla documentazione prodotta dagli stessi enti pubblici di controllo. «A smentire le tue dichiarazioni senza nessun fondamento scientifico, cosa strana per un professore, sono le stesse documentazioni ufficiali prodotte da Ispra e dalle Arpa regionali», sostiene l'attivista.
Manna cita quindi alcuni casi nazionali che, a suo dire, mostrerebbero criticità ambientali anche in presenza di impianti alimentati da forni elettrici. «Una semplice ricerca su dati molto recenti ci consegna il solito quadro desolante: nichel, cromo, diossine e pcb, furani e polveri sottili oltre i limiti di legge in siti industriali che utilizzano forni elettrici: a Terni, a Cogne in Valle d'Aosta, a Brescia, a Borgo Valsugana in Trentino-Alto Adige».
Infine, VeraLeaks richiama i rapporti elaborati da Ispra sul comparto siderurgico italiano. «È la stessa Ispra che dal rapporto “Il ciclo industriale dell'acciaio da forno elettrico in Italia” del 2003 sino a quello del 2026 “Italian Emission Inventory 1990-2024. Informative Inventory Report 2026”, dove considera l'intera produzione nazionale con forni elettrici, relaziona sull'impatto emissivo del ciclo produttivo a forno elettrico», conclude Manna. Una presa di posizione che riaccende il confronto sul futuro industriale di Taranto e sulle conseguenze ambientali della transizione verso la produzione dell'acciaio con forni elettrici.