CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Un terremoto giudiziario ha fatto irruzione nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 23 e 24 novembre. Al centro di un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Taranto, così come riporta quotidianodipuglia.it, sono finiti due esponenti di rilievo di Forza Italia: il parlamentare ginosino Vito De Palma e il consigliere regionale uscente, e ricandidato al Consiglio regionale, Massimiliano Di Cuia.
Per entrambi le ipotesi di reato formulate dal pm Mariano Buccoliero, sempre secondo quanto riportato dalla testata online, sono di falso ideologico, alterazione del voto, induzione in errore di pubblici ufficiali e violazioni della normativa elettorale. Con loro ad essere indagate ci sono cinque persone componenti un seggio elettorale le quali avrebbero concorso a modificare l'esito dello scrutinio delle elezioni alla Camera. Cosa che avrebbe poi favorito l'elezione alla Camera di Vito De Palma in luogo di un altro candidato del suo stesso partito e il conseguente ingresso in Consiglio regionale al suo posto del primo dei non eletti ovvero Massimiliano Di Cuia. I fatti risalgono alle elezioni Politiche del 2022.
Immediata la reazione dei diretti interessati che nella tarda serata di ieri, lunedì 17 novembre, hanno diramato due distinte note stampa in cui chiariscono le rispettive posizioni.
DE PALMA: "NESSUN ATTO RICEVUTO. TOTALE ESTRANEITÀ AI FATTI"
Appena saputo della vicenda per la quale risulta indagato, L'on. Vito De Palma, segretario provinciale di Forza Italia, ha subito voluto precisare di aver appreso dalla stampa quanto gli verrebbe imputato "non avendo ricevuto alcun atto" dicendosi sbigottito "dell’esistenza di tali notizie che mi riguardano. Ribadisco - aggiunge il parlamentare ginosino - che sono stato io a presentare un esposto affinché fossero acquisiti gli atti della sezione che mi venivano negati. Ho chiesto trasparenza, non il contrario. Quando mi saranno formalmente comunicati gli elementi contestati - prosegue De Palma -, presenterò in piena serenità tutte le controdeduzioni del caso. È sorprendente che, a una settimana dalle elezioni, vengano riesumati fatti del 2022 e si provi ad attribuire a una semplice diffida alla Corte di Appello il potere di indurre in errore pubblici ufficiali. Respingere queste ricostruzioni è un dovere. La correttezza del mio operato - conclude - è documentabile e non sarà una polemica dell’ultimo momento a scalfire la fiducia dei cittadini".
DI CUIA: "PRENDO PUBBLICAMENTE LE DISTANZE DA QUALSIASI IPOTESI PER LE ACCUSE CHE MI VENGONO MOSSE"
"Con riferimento alle notizie comparse su alcuni quotidiani in merito ad un mio coinvolgimento in una vicenda giudiziaria relativa alla compilazione dei verbali di una sezione elettorale del Comune di Taranto in occasione delle elezioni politiche dell’anno 2022, ritengo indispensabile prendere pubblicamente le distanze da qualsiasi presunta ipotesi mi veda accostato alle irregolarità ipotizzate che, mi preme sottolineare, nulla hanno a che vedere con la mia attività politica ed istituzionale"
Comincia così la nota diramata dal segretario cittadino di Forza Italia Massimiliano Di Cuia il quale "solo per chiarezza" intende precisare che nella sezione oggetto di indagine "non sono mai stato presente, per cui appare davvero singolare attribuirmi alcuna attività posta in essere.
Inoltre - sottolinea -, non posso tacere le forti perplessità che nutro sia in merito al mio coinvolgimento in una vicenda paradossale, cui sono del tutto estraneo, e sia in relazione alla sospetta tempistica, ossia nel pieno di una campagna elettorale e proprio alla vigilia delle elezioni regionali in cui sono candidato".
Ed ancora, prosegue Di Cuia, la notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini preliminari proprio alla vigilia delle elezioni regionali "appare piuttosto 'singolare' , ove si consideri che, ad oggi, non si è ancora espressa la Giunta della Camera dei Deputati, alla quale è stata rimessa la vicenda per ogni valutazione e decisione in merito. Infine, desidero segnalare che ho già dato mandato agli avvocati, a cui ho affidato la difesa della mia persona, di valutare la opportunità di esperire ogni azione utile a tutelare la mia onorabilità e la mia immagine che viene ingiustamente lesa da gravi affermazioni calunniose che respingo fermamente.
La mia vita personale, politica e professionale è stata da sempre votata alla chiarezza e alla correttezza verso la mia famiglia, i cittadini e, soprattutto, verso la Giustizia. Seppur amareggiato - conclude Di Cuia -, resto fiducioso nell’operato della magistratura e continuo, imperterrito, ancora con più forza il mio impegno politico, nella convinzione che tale passaggio costituisca un mero atto dovuto cui non potrà che far seguito un positivo epilogo".