CRONACHE TARANTINE
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I particolari sull’omicidio di Bakary Sako, il 35enne maliano ucciso all’alba di sabato scorso in piazza Fontana, sono stati forniti subito dopo la conferenza stampa tenuta in Questura nella mattinata di oggi 12 maggio dal questore Michele Davide Sinigaglia, dalla procuratrice capo della Procura di Taranto Eugenia Pontassuglia, dalla procuratrice minorile facente funzioni Daniela Putignano, dal capo della Squadra Mobile Antonio Serpico, alla presenza della pm Francesca Paola Guarnieri, titolare delle indagini.
Come si legge in una nota diramata dalla Questura al termine dell’incontro, la Polizia di Stato ha eseguito nel tardo pomeriggio di lunedì 11 maggio i fermi di indiziato di delitto emessi dalla Procura ordinaria e dalla Procura per i Minorenni nei confronti di quattro minorenni e un maggiorenne, ritenuti i presunti responsabili dell’aggressione mortale.
Le indagini, coordinate costantemente dalle due Procure, sono partite dalla segnalazione giunta al 118 nelle prime ore del 9 maggio: un uomo riverso a terra, in stato di incoscienza. I sanitari hanno tentato più volte di rianimarlo, ma senza successo. Il medico legale, durante la prima ispezione cadaverica, ha rilevato, sempre secondo quanto si legge nella nogta, «la rottura di un incisivo e tre ferite d’arma da taglio al petto e al fianco destro», lesioni compatibili con un’aggressione particolarmente violenta.
Immediato l’intervento della Squadra Volante, della Polizia Scientifica e della Squadra Mobile, che hanno avviato un lavoro investigativo serrato. Come si legge nella nota, «grazie all’analisi dei filmati estrapolati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, corroborate da dichiarazioni di persone informate sui fatti», gli investigatori sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’agguato e a individuare i presunti autori.
Secondo la ricostruzione fatta dalle forze dell’ordine, intorno alle 5.20 Bakary è arrivato in piazza Fontana in bicicletta. È stato avvicinato da due giovani su un motoveicolo ai quali se ne sono aggiunti altri tre. Il gruppo ha iniziato a rivolgergli parole con tono intimidatorio fino a quando uno dei ragazzi lo ha colpito con un pugno al volto. La vittima ha tentato di fuggire ma è stata raggiunta e «attinta da colpi di arma da taglio e colpita ripetutamente, con violenza inaudita, con calci e pugni».
Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, gli agenti della Squadra Mobile hanno sequestrato alcuni capi di abbigliamento indossati dai presunti autori al momento dell’aggressione, riconosciuti grazie alle immagini delle telecamere. In una zona impervia, nascosta tra le siepi vicino all’abitazione del presunto accoltellatore, è stato inoltre ritrovato e sequestrato un coltello a serramanico, ritenuto l’arma del delitto.
I quattro minorenni (per i quali vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva) sono stati accompagnati nei Centri di Prima Accoglienza di Lecce e Bari, mentre il maggiorenne è stato trasferito nella Casa Circondariale di Taranto.
La città, intanto, resta scossa da una violenza che ha travolto la comunità e che ora trova i primi riscontri investigativi, frutto di un lavoro definito dagli stessi magistrati «rapido, coordinato e incessante».