CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
A San Giorgio Ionico, nel pomeriggio di ieri, un incendio divampato tra i campi incolti di via Costa e via Meucci ha trasformato una giornata qualunque in un momento di allarme collettivo.
In pochi minuti, l’erba secca ai margini del quartiere è diventata un fronte di fumo e calore che avanzava senza esitazioni, sospinto da un vento nervoso che spingeva le fiamme verso le abitazioni. I residenti sono usciti di casa con lo sguardo incredulo di chi riconosce un pericolo già visto troppe volte, ma che ogni volta sembra più vicino, più rapido, più ingiusto.
Le squadre di soccorso hanno lavorato con determinazione, aprendo varchi, proteggendo le palazzine e contenendo il rogo prima che potesse trasformarsi in tragedia. Eppure, mentre il fumo si sollevava, era impossibile ignorare quanto questo copione si ripeta: terreni lasciati all’incuria, sterpaglie che diventano micce, ordinanze che non bastano, abitudini che non cambiano.
Un anziano, sorpreso dalle fiamme mentre cercava di allontanarsi, è rimasto ferito. La sua storia è il simbolo più doloroso di ciò che accade quando la prevenzione arriva tardi e la responsabilità si perde tra mille rimandi.
Quello di ieri non è stato solo un incendio: è stato un avvertimento.
Un richiamo severo che riguarda tutti — istituzioni, cittadini, proprietari di terreni, chiunque abbia un pezzo di territorio da custodire. Perché la prossima volta il vento potrebbe soffiare più forte, e la distanza tra il fuoco e le case potrebbe essere ancora più breve.