Image

Un evento alla ribalta della cronaca nazionale che ha scosso la vita dei tarantini da ieri, 7 agosto.

E non potrebbe essere altrimenti: ciò che emerge dall’indagine è l’ennesima ferita inferta a una comunità che da troppo tempo si ritrova a fare i conti con fragilità, abusi, silenzi e responsabilità tradite, come riportato, nelle ore scorse, dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno.


Con l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata, un educatore di 51 anni — un uomo che avrebbe dovuto rappresentare protezione, guida, affidabilità — è stato posto agli arresti domiciliari. Secondo la Procura, avrebbe approfittato del proprio ruolo e del rapporto di fiducia con una ragazza di 15 anni ospite di una comunità educativa di Taranto. Una minorenne, una figlia di questa città, affidata a una struttura che avrebbe dovuto garantirle sicurezza. E invece no.
La misura cautelare, firmata dal gip Francesco Maccagnano su richiesta del pm Lucia Isceri, riguarda fatti che risalgono alla notte del 29 luglio. L’uomo, secondo l’accusa, si sarebbe introdotto nella stanza della ragazza e avrebbe compiuto atti sessuali contro la sua volontà. Una ricostruzione che fa rabbrividire, aggravata dalla minore età della vittima, dalle sue condizioni di minorata difesa e dal fatto che fosse ricoverata in una struttura socioeducativa. Un contesto che rende tutto ancora più insopportabile.
A far emergere la vicenda è stato il racconto della quindicenne al padre: lacrime, paura, vergogna, la forza di parlare nonostante tutto. E la corsa al pronto soccorso, il protocollo attivato, la denuncia. Da lì, gli accertamenti della Procura. Nell’ordinanza, il giudice definisce il racconto della minore «intrinsecamente credibile». Parole che pesano come macigni.
Taranto si ritrova ancora una volta a guardare in faccia una verità amara: troppo spesso chi dovrebbe proteggere finisce per tradire. Troppo spesso le fragilità diventano terreno di caccia per chi abusa del proprio ruolo. E troppo spesso la città scopre queste storie quando è già tardi, quando il danno è fatto, quando una ragazza di 15 anni deve trovare il coraggio di raccontare ciò che non avrebbe mai dovuto vivere.
L’indagato è assistito dall’avvocato Gaetano Vitale. La famiglia della ragazza è rappresentata dall’avvocato Paolo De Bartolo. Ma al di là delle carte, delle procedure, delle difese, resta una domanda che brucia: quante volte ancora dovremo raccontare storie così.

Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Gruppo Bitella
STONEG S.R.L.
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Franky
MtService
CM-TS S.R.L.
Gruppo Jolly
BUILD ENGINEERING
montecristo_rett.jpg
Flaminia
Flaminia
Flaminia