CRONACHE TARANTINE
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Non si arresta la drammatica e inaccettabile spirale di violenza che sta travolgendo la Casa Circondariale di Taranto.
Nella serata di ieri, 20 agosto, nella sezione Osservazione si è consumato l'ennesimo grave episodio di devastazione e aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria.
A riferire la notizia è il Dott. Vincenzo Dragone Segretario locale AL.Si.P.Pe.
Protagonista della violenta protesta è stato lo stesso detenuto che già nella mattinata di ieri aveva aggredito il preposto di sorveglianza. Collocato in
isolamento, il soggetto ha scatenato un vero e proprio "inferno", continua il sindacalista:
Incendio e autolesionismo: Ha dato fuoco alle lastre di plexiglas della sezione e, utilizzando le medesime lastre infrante e rese taglienti dal calore, si è procurato ferite da autolesionismo.
Aggressione biologica e fisica: All’arrivo del personale di Polizia Penitenziaria, intervenuto con tempestività per trarlo in salvo ed estinguere l'incendio, il detenuto ha lanciato feci contro gli agenti, imbrattandoli completamente.
Contenimento in emergenza: Per consentire al personale sanitario di accedere in sicurezza, prestare le prime cure e somministrare un calmante, gli agenti sono stati costretti ad indossare i kit antisommossa e ad impiegare gli scudi di protezione, agendo per evitare che il soggetto nuocesse ulteriormente a se stesso o agli operatori.
Imboscata all'uscita: Una volta somministrata la terapia calmante, mentre il personale cercava di guadagnare l'uscita dalla camera di pernottamento, il facinoroso si è nuovamente scagliato con ferocia contro i colleghi.
Il bilancio è pesantissimo: 6 poliziotti penitenziari sono finiti in ospedale. Tra loro un Ispettore di Sorveglianza e i due Preposti hanno riportato forti traumi contusivi per percosse. Altri due agenti sono stati trattati per inalazione di fumi
tossici e contusioni varie. Per loro una prognosi di 10 giorni ciascuno s.c. Un agente, invece, durante le concitate fasi di contenimento, ha riportato la frattura di un dito con una prognosi di 30 giorni s.c.
Le intemperanze e le urla del detenuto sono proseguite per tutta la notte, destabilizzando completamente i ristretti dell'intero reparto "Mar Grande" e mettendo a dura prova la tenuta dell'ordine e della sicurezza dell'intero istituto.