CRONACHE TARANTINE
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L’archiviazione definitiva del procedimento che ha coinvolto il vice ispettore Ivan Lupoli e il sovrintendente Giuseppe Cavallo segna la fine di una vicenda che, per oltre un anno, ha pesato profondamente sulla vita professionale e personale dei due operatori del Commissariato di Grottaglie.
La FSP Polizia di Stato di Taranto accoglie con soddisfazione la decisione, ricordando come quei fatti — avvenuti il 12 giugno 2025, durante l’inseguimento nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie — abbiano rappresentato un momento drammatico per l’intero corpo.
«Per Lupoli e Cavallo si chiude una prova umana e professionale durissima», afferma il segretario provinciale FSP, Rocco Caliandro. «Hanno portato sulle spalle non solo il ricordo di quella giornata, ma anche il peso di un procedimento che incide inevitabilmente sulla vita di un poliziotto e della sua famiglia».
Le indagini hanno ricostruito il contesto di pericolo in cui i due operatori furono chiamati ad agire, evidenziando la rapidità e la complessità delle decisioni che un poliziotto deve assumere quando si trova davanti a un uomo armato e a una minaccia concreta. «In quei momenti non c’è il privilegio del tempo», sottolinea Caliandro. «Si decide in pochi istanti, mentre è in gioco la propria incolumità e quella dei colleghi».
La FSP ribadisce il valore del controllo di legalità, ma richiama l’attenzione sulle conseguenze che procedimenti di questo tipo producono sugli operatori coinvolti: mesi di attesa, interrogativi, pressioni psicologiche che si sommano al trauma dell’evento vissuto in servizio. «Dopo aver affrontato una situazione estrema, un poliziotto resta per mesi sospeso, in attesa che venga accertata la correttezza della sua condotta. È un carico personale enorme».
Caliandro ricorda anche il brigadiere capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, ucciso quella stessa mattina: «È da quella tragedia che tutto ebbe inizio. Il suo sacrificio deve restare nella memoria di tutti noi».
La conclusione del procedimento non cancella ciò che è stato vissuto, ma permette ai due operatori di chiudere una parentesi giudiziaria lunga e dolorosa. «Oggi il nostro pensiero va a Ivan e Giuseppe e alle loro famiglie», conclude Caliandro. «A loro esprimiamo la vicinanza della FSP di Taranto, con l’augurio che possano ritrovare pienamente serenità personale e professionale».