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Il teatro torna a essere luogo d’incontro, riflessione, scoperta e immaginazione.

La compagnia Crest presenta la stagione teatrale 2026/27 dell’auditorium TaTÀ di Taranto, articolata nella stagione serale «Periferie», dieci appuntamenti dal 14 novembre al 10 aprile con grandi nomi, nuove drammaturgie e sguardi sul presente, e nella rassegna pomeridiana per famiglie «favole&TAmburi», anche questa comprendente dieci spettacoli dal 25 ottobre al 14 marzo.
A inaugurare il nuovo percorso sarà una giornata speciale: martedì 13 ottobre, alle ore 21, in occasione dell’avvio della campagna abbonamenti, il Crest propone come speciale anteprima lo spettacolo «Freevola» scritto e interpretato da Lucia Raffaella Mariani, una riflessione scenica sull’essere donna e sulla complessa esperienza del vivere in due dentro un unico corpo.
È un cartellone di forte qualità e respiro nazionale quello di «Periferie», che sino ad aprile porta al TaTÀ artisti, compagnie e produzioni tra le più interessanti della scena contemporanea. Un programma che mette insieme grandi interpreti, drammaturgia contemporanea, riletture dei classici, teatro civile e linguaggi capaci di intrecciare parola, musica, corpo e immagini.
Ad aprire la stagione, sabato 14 novembre, sarà Mario Perrotta, premio Ubu 2025, protagonista di «Nel blu», dedicato a Domenico Modugno e agli anni del boom economico, con le musiche del grande cantautore pugliese. Il ritratto di un artista e di un’epoca attraversata dalla fiducia nel futuro, raccontata attraverso la storia di un uomo partito dalla Puglia per conquistare il mondo.
Il programma mette in primo piano anche alcune delle voci più interessanti della nuova drammaturgia. È il caso di «Madri», in scena il 28 novembre, con Valentina Picello, Premio Ubu, e Vito Vicino, su testo di Diego Pleuteri, vincitore del Premio Eurodram: la relazione fra una madre e un figlio diventa un viaggio nella memoria, nella solitudine, nella vecchiaia e nella paura della morte. E ancora, «Misurare il salto delle rane» di Carrozzeria Orfeo, in programma il 15 gennaio, premio della Critica Anct 2025 come migliore spettacolo, porta sul palcoscenico una dark comedy popolata da tre donne di generazioni diverse, unite da lutti e assenze ma anche da rinascite e profonde complicità.
Sul terreno dell’ironia e della riflessione sul presente si muove «Uno spettacolo italiano», che il 18 dicembre vedrà in scena Nicola Borghesi e Niccolò Fettarappa per ERT Teatro Nazionale: due artisti alle prese con un’Italia immaginaria nella quale cercano di reinventarsi, mettendo in discussione cultura, politica e identità. A completare questo sguardo sulla contemporaneità, «La diva del Bataclan», previsto il 19 marzo, è il musical dissacrante e provocatorio di Cranpi Produzioni che intreccia rock, ironia e narrazione per raccontare la vicenda di una giovane donna che decide di fingersi vittima degli attentati di Parigi del 2015, interrogando il rapporto fra trauma, social media e desiderio di visibilità.
Non manca il confronto con i grandi classici e con la storia del teatro. «Il viale del tramonto», in scena il 30 gennaio, è il progetto di Muta Imago con Iaia Forte, Massimo Verdastro e Giovanni Onorato, un dialogo fra il celebre film di Billy Wilder e il vissuto dei tre interpreti, fra fantasmi del teatro e tempo che passa. Il 5 febbraio, invece, il Teatro Vascello - La fabbrica dell’attore e Teatro di Roma Teatro Nazionale propongono «Antigone» di Jean Anouilh, con la regia di Roberto Latini, e un cast comprendente Manuela Kustermann, Francesca Mazza e lo stesso Latini: una rilettura del conflitto fra Antigone e Creonte, fra legge e vita, fra ragioni opposte e speculari.
La memoria e il teatro civile attraversano poi due appuntamenti di particolare intensità. «KR70M16 – Naufrago senza nome», in programma il 6 marzo, è il nuovo lavoro di Scena Verticale, scritto e diretto da Saverio La Ruina, dedicato all’identità delle vittime della migrazione e alla necessità di restituire un nome a chi rischia di essere cancellato dalla memoria. «Re Lear è morto a Mosca», che chiuderà la stagione il 10 aprile, è invece la coproduzione tra Isola del teatro, Campo Teatrale e Teatro dell’Elfo con la regia di César Brie: attraverso le vicende di Solomon Michoels e Venjamin Zuskin, racconta la storia del Teatro Ebraico di Mosca sotto Stalin e la capacità dell’arte di resistere alla violenza della storia. Infine, il 21 febbraio, Babilonia Teatro porta al TaTÀ «Abracadabra», con il prestigiatore Francesco Scimemi: la magia diventa qui un linguaggio per attraversare, con ironia e poesia, i territori della malattia, della perdita e del lutto, sfumando il confine fra vita e morte.
Un percorso composito, dunque, nel quale la qualità delle proposte si accompagna alla varietà degli sguardi: dalla biografia alla memoria, dal teatro civile alla commedia, dalla rilettura dei classici alla ricerca sui linguaggi contemporanei, con le rappresentazioni impreziosite da incontri post-spettacolo nel foyer curati dalla giornalista Marina Luzzi.
«Il nostro - spiega la presidente del Crest, Clara Cottino - è un progetto di teatro, più che un semplice cartellone, fondato sulla cura e sulla partecipazione del pubblico. In una città dove l’offerta culturale è cresciuta soprattutto nel centro, continuiamo a credere nella scelta di portare il teatro in periferia e di costruire una comunità attorno al TaTÀ, fatta di spettatori, artisti, confronto e relazioni reali, in un tempo sempre più dominato dal virtuale. E per questo ringraziamo innanzitutto la Regione Puglia e la Provincia di Taranto per il sostegno e la collaborazione garantiti in questi anni, mentre al Comune di Taranto chiediamo scelte chiare e trasparenti nell’utilizzo delle risorse, per sostenere professionalità consolidate e priorità capaci di favorire la crescita culturale della comunità».
Accanto alla stagione principale, il Crest rinnova l’appuntamento con «favole&TAmburi», rassegna domenicale di teatro ragazzi al TaTÀ, con dieci spettacoli dal 25 ottobre al 14 marzo, che verrà introdotta domenica 11 ottobre con le attività del «Festival dei Giochi in Tour». La programmazione si svilupperà come un viaggio attraverso teatro di figura, animazione, clownerie, danza e teatro d’attore, pensato per accompagnare bambine e bambini in mondi fantastici e, insieme, affrontare temi come amicizia, crescita, diversità, libertà, desiderio e rapporto con gli adulti. Il programma comprende «Cenerentola 301» di Burambò (25 ottobre), «Peter Pan» di Factory Compagnia Transadriatica (8 novembre), la nuova produzione del Crest «È mio» (29 novembre), «La fabbrica del tempo» di Principio Attivo Teatro in coproduzione con La luna nel letto (6 dicembre), «Ab-Normal Life» di Otto Panzer & Trukitrek (6 gennaio), «Anche tu» de La Baracca (17 gennaio), «Seggioline» del Teatro Telaio (31 gennaio), «Il più piccolo di tutti» dei Teatri di Pistoia (14 febbraio), «Oh! Gli straordinari racconti di un grande libro bianco» di Catalyst (28 febbraio) e «Cielo» di Koreja in collaborazione con Babilonia Teatri (14 marzo).
Inizio degli spettacoli di «Periferie» ore 21 (tranne domenica 21 febbraio, ore 19).
Gli spettacoli di «favole&TAmburi» sono in programma sempre alle ore 18.
Periferie prevede un abbonamento a 10 spettacoli al costo di 150 euro, oppure mini-abbonamenti per 5 spettacoli a scelta a 75 euro. Il biglietto unico è di 20 euro, ridotto under 25 a 15 euro.
L’abbonamento a favole&TAmburi costa 60 euro per 10 spettacoli; il biglietto unico è di 7 euro, con tariffa famiglie a 6 euro per nuclei composti da almeno quattro persone. Per informazioni e prenotazioni: 333 2694897, anche WhatsApp.

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