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La macchina organizzativa dei Giochi del Mediterraneo 2026 continua a muoversi, ma non senza ostacoli.

Nelle scorse ore il commissario straordinario Massimo Ferrarese ha firmato un decreto che interviene su un imprevisto emerso durante i lavori per la realizzazione del nuovo Centro Nautico nell’area dell’ex Stazione Torpediniere, una delle opere simbolo del Masterplan dedicato alle competizioni di canoa e canottaggio.
Il provvedimento nasce da una segnalazione dell’impresa esecutrice che, durante un’ispezione subacquea, ha individuato «presenza diffusa di materiale ferroso, in parte emergente dal fondo» nelle acque del secondo seno del Mar Piccolo, proprio dove sorgerà il campo di regata. Una circostanza che, si legge nel decreto, configura «un imprevisto tecnico» e lascia supporre la possibile presenza di residuati bellici inesplosi, vista la storia militare dell’area.
Per garantire la sicurezza del cantiere e della pubblica incolumità, Ferrarese ha quindi disposto l’affidamento urgente alla stessa impresa — già aggiudicataria dei lavori principali — del servizio di predisposizione della Documentazione di Valutazione del Rischio Bellico (DUB) e delle indagini magnetometriche e subacquee necessarie a mappare il fondale. La spesa per l’intervento è coperta dalle risorse già stanziate per l’opera.
La scelta di affidare l’intervento allo stesso operatore non è casuale: il decreto sottolinea che la società è iscritta all’Albo del ministero della Difesa per le attività di bonifica bellica e che, essendo già presente in cantiere con mezzi e personale, può operare «con efficacia ed economicità», evitando ritardi e sovrapposizioni con altre imprese.
Il Centro Nautico, dal valore complessivo di 14,6 milioni di euro, è uno degli interventi più complessi del programma infrastrutturale dei Giochi. Oltre alle opere a terra, comprende la sistemazione di vaste porzioni di specchio acqueo nel Mar Piccolo, destinate alle gare internazionali. Il progetto ha già superato la Conferenza di Servizi e ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, mentre i lavori sono stati formalmente consegnati all’impresa lo scorso febbraio, con un cronoprogramma di 150 giorni.
L’imprevisto non modifica la natura dell’opera ma impone un passaggio tecnico obbligato prima di procedere con l’allestimento del campo di regata. Il decreto chiarisce che le verifiche saranno svolte con il supporto del Nucleo SDAI della Marina Militare, competente per l’eventuale rimozione di ordigni.
Ferrarese, nel firmare il provvedimento, ribadisce la necessità di «assicurare la tempestiva realizzazione degli interventi necessari allo svolgimento dei Giochi», richiamando i poteri straordinari conferitigli dal Governo per accelerare le procedure.
Le attività di indagine partiranno immediatamente: solo dopo la certificazione dell’assenza di rischi bellici sarà possibile proseguire con le opere in acqua e completare uno dei cantieri più attesi dell’intero programma.

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