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C’è un momento, in ogni grande trasformazione urbana, in cui il futuro smette di essere un progetto sulla carta e diventa qualcosa che si può vedere, toccare, fotografare.

Per Taranto quel momento è arrivato con un’immagine semplice e potentissima: i primi fari montati allo stadio Iacovone. «Ecco i primi proiettori che illumineranno lo Iacovone con tutta la potenza di oltre 1400 lux, pronti a far brillare il nostro stadio e i suoi grandi momenti», ha scritto sui social il commissario straordinario per i Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese. Una frase breve, quasi un lampo, che però restituisce l’idea di un cantiere che non è più solo un luogo di attesa, ma un organismo che prende forma, che cresce, che si prepara a diventare il cuore scenico dei Giochi del 2026.
Da quel post è nata anche l’occasione per chiarire un equivoco che nelle ultime settimane aveva alimentato discussioni e interpretazioni circa il tipo dio omologazione dello stadio Iacovone. Ferrarese ha ricostruito l’intera vicenda partendo da novembre 2023, quando il Comune propose alla struttura commissariale la realizzazione di uno stadio da 28 milioni, con una capienza di 16.000 spettatori e una presunta categoria UEFA 4. Quel documento, arrivato ufficialmente dal Comune, finì automaticamente anche sul sito della struttura commissariale, generando l’idea che il nuovo Iacovone sarebbe stato omologato per ospitare finali di Champions League. «Non abbiamo mai parlato di UEFA 4», ha precisato Ferrarese, ricordando che in Italia gli stadi realmente progettati per quella categoria hanno costi che oscillano tra i 600 e i 700 milioni, fino ad arrivare al miliardo ipotizzato per il nuovo impianto di Milano. Una scala completamente diversa da quella di un’opera legata ai Giochi del Mediterraneo.
Il commissario ha spiegato che il mandato ricevuto dal Governo riguarda la realizzazione delle opere necessarie ai Giochi, e in particolare di uno stadio idoneo alla cerimonia di apertura e chiusura. Il Comitato internazionale prevede un impianto da Serie C, ma la progettazione attuale va ben oltre quel livello. «Io non sto realizzando uno stadio da Serie C, ma nemmeno da Serie B. Questo ormai è uno stadio da Serie A», ha detto Ferrarese, sottolineando come bastino pochi interventi aggiuntivi per completare i requisiti mancanti. Le sale hospitality, ad esempio, erano previste da 200 metri quadrati, ma saranno realizzate da 250; i parcheggi passeranno da circa 450 a 1.100 posti; i maxischermi saranno due, quando la Serie A ne richiede uno soltanto; la diffusione sonora e i servizi interni sono stati progettati con standard superiori a quelli inizialmente previsti. Tutto questo ha portato l’investimento complessivo da 28 a 64 milioni, utilizzando anche i risparmi della struttura commissariale. «Stiamo realizzando uno stadio da UEFA 3», ha aggiunto Ferrarese, spiegando che questa categoria consente di ospitare anche semifinali di Champions League e che l’impianto potrà essere ulteriormente potenziato in futuro.
Un passaggio importante ha riguardato anche il terreno di gioco. L’obiettivo iniziale era l’erba naturale, con rotoli già prenotati e ordinati. Le piogge incessanti degli ultimi cinquanta giorni hanno però rallentato le lavorazioni, aprendo la valutazione di un campo in erba mista di tipo FIFA Pro, la soluzione più avanzata oggi disponibile. Ferrarese ha spiegato di aver ascoltato osservazioni e sensibilità, e di voler comunque tentare di mantenere l’erba naturale, pur consapevole che richiederà tempi più lunghi. «Cercherò di mantenere il disegno iniziale, perché vogliamo realizzare lo stadio più bello del Sud», ha concluso.
Sul fronte operativo, il direttore dei lavori Riccardo Sacconi ha confermato lo stato di avanzamento del cantiere nel corso di un’iniziativa organizzata dall’Ordine provinciale degli Ingegneri di Taranto, un appuntamento dedicato proprio agli impianti dei Giochi del Mediterraneo e alla presenza dei progettisti coinvolti. In quell’occasione Sacconi ha ricordato come l’attenzione della città sia altissima, al punto che «ogni bullone che mettiamo viene ripreso e pubblicato», un segno evidente dell’attesa che circonda l’opera. Ha spiegato che la copertura è ormai quasi ultimata e che la tribuna Est è completata, confermando che i tempi saranno rispettati nonostante le condizioni meteo non abbiano aiutato. Restano da completare alcune operazioni legate alle gru utilizzate per la copertura, dopo le quali inizierà la tracciatura dell’area di gioco. La prossima settimana partiranno i lavori sulla curva Nord, seguiti dalla Ovest, mentre la cover prosegue regolarmente.
Resta infine un tassello amministrativo ancora in sospeso: il via libera del Governo al terzo masterplan presentato dal commissario straordinario, necessario per utilizzare i risparmi derivanti dai ribassi d’asta e dalle economie della struttura commissariale. Risorse che, nelle intenzioni, dovranno essere destinate alla realizzazione delle opere di contesto, fondamentali per completare l’intero quadro infrastrutturale dei Giochi. In attesa dell’approvazione, il cantiere dello Iacovone continua a correre, illuminato – finalmente – dai primi fari che segnano l’inizio di una nuova fase.

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