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Con la realizzazione della struttura in legno lamellare è stata completata la copertura della piscina coperta dello Stadio del nuoto.
A darne notizia è Angelo Ferraro, direttore generale di Ferraro spa, tra i principali player italiani nel mondo delle costruzioni e incaricata della progettazione esecutiva e della realizzazione dello Stadio del Nuoto di Taranto, che aggiunge che è in corso di ultimazione anche il pacchetto finale della copertura. I lavori relativa alla copertura di una delle strutture simbolo dell’edizione 2026 dei Giochi del Medirterraneo che avranno iniio il prossimo 21 agosto, hanno avuto inizio, come si ricorderà, lo scorso 29 gennaio.
Nonostante le sfide poste dalle condizioni meteorologiche - in particolare il forte vento e le piogge che hanno interessato l’area di intervento – e dalla complessa gestione logistica con sovrapposizione di lavorazioni, stoccaggio di elementi strutturali voluminosi e movimentazione di componenti di dimensioni straordinarie, fa presente Ferraro, l’ottimo lavoro di tutte le squadre coinvolte ha consentito di portare a termine nei tempi previsti la copertura, per una superficie di circa 3.800 mq con 860 mc di legno lamellare, 342 mc di X-Lam e 11.500 kg di acciaio. Numeri che raccontano la scala dell’opera e la precisione necessaria per portarla a termine.
Ora prendono il via le successive fasi di completamento, incentrate sull'installazione delle vasche olimpioniche da 50 metri (una indoor e una outdoor), oltre che tutte le opere di finitura e degli arredi funzionali, in linea con i requisiti CAM e gli obiettivi di sostenibilità dell'Agenda 2030. Lo Stadio del Nuoto contribuirà all’eredità che la città lascerà nel tempo ai suoi cittadini: un’opera moderna e funzionale pensata per essere vissuta ogni giorno dalla comunità.
“Desidero ringraziare ogni singola persona e squadra coinvolta nella delicatissima fase di completamento della copertura. È grazie alla loro passione, competenza e capacità di lavorare in concerto – sottolinea il dg Angelo Ferraro - se tutto è avvenuto nel rispetto dei tempi e con la migliore gestione possibile di ogni fattore esterno, come le condizioni meteo. In un cantiere di questa complessità la capacità di collaborare è il fattore chiave. Ora – conclude il direttore generale - entriamo nella fase conclusiva e altrettanto decisiva: quella che trasformerà la struttura in un luogo vivo per Taranto, ben oltre i Giochi del Mediterraneo”.