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Da questa mattina lo Iacovone non è più soltanto un cantiere: è un luogo che cambia davanti agli occhi, un’arena che comincia a mostrare il volto con cui accoglierà i XX Giochi del Mediterraneo.

Le prime strutture hospitality che si stanno montando oggi, giovedì 30 aprile, e che accoglieranno delegazioni e ospiti istituzionali durante i Giochi, danno la sensazione di un impianto che si sta risvegliando nella sua forma definitiva, come se ogni elemento aggiunto rendesse più concreta l’idea di una città che si prepara a un appuntamento storico. È un passaggio che segna, quasi fisicamente, il punto in cui il progetto smette di essere un insieme di carte, rendering e cronoprogrammi, e diventa spazio reale, costruito, vissuto. Le prime strutture che prendono forma lungo la tribuna restituiscono la sensazione di un cantiere che accelera, di un impianto che cambia volto giorno dopo giorno.
La serata di ieri, mercoledì 29 aprile, aveva già anticipato questo clima di trasformazione. La prova dell’impianto di illuminazione ha restituito un’immagine completamente nuova dello stadio: fasci di luce che ridisegnavano le tribune, un colpo d’occhio che ha fatto intuire l’atmosfera delle grandi serate internazionali. Contestualmente sono state presentate le nuove poltroncine destinate alla tribuna d’onore, sedute moderne e confortevoli che contribuiranno a definire l’identità rinnovata dell’impianto.
Mentre lo stadio cambia pelle, un altro tassello fondamentale del percorso verso i Giochi riguarda il Mar Piccolo, destinato a ospitare il campo di regata per canoa e canottaggio. Qui la trasformazione non è solo infrastrutturale ma profondamente ambientale. Il Commissario straordinario ha infatti emanato il decreto n. 146 del 22 aprile 2026, con cui viene affidata a un biologo marino la supervisione di tutte le lavorazioni in acqua, in ottemperanza a una prescrizione precisa del Servizio Ambiente del Comune. Nel parere del 4 settembre 2025 era stato stabilito che ogni intervento in ambiente marino dovesse essere seguito da professionisti di comprovata esperienza, così da garantire misure di mitigazione del rischio per la fauna presente.
Il decreto ripercorre l’intero iter dell’opera: dal riconoscimento del Centro Nautico Torpediniere come intervento essenziale del Masterplan dei Giochi alla sostituzione del Comune con il Commissario nelle funzioni di stazione appaltante, fino all’approvazione del progetto esecutivo e all’aggiudicazione dei lavori. Le aree interessate comprendono specchi acquei del Primo e Secondo Seno del Mar Piccolo e porzioni di suolo della Svam e del Parco Cimino, dove sorgeranno le infrastrutture a terra. Con l’avvio del cantiere, formalizzato il 18 febbraio 2026, si è resa necessaria la nomina del professionista incaricato di seguire le attività in mare.
Firmando il provvedimento, il commissario Massimo Ferrarese ribadisce che la supervisione biologica non è un adempimento accessorio, ma un passaggio indispensabile per garantire la compatibilità ambientale delle opere e il rispetto delle prescrizioni poste dagli enti competenti. Il decreto sarà ora trasmesso al professionista incaricato, alla direzione lavori e all’appaltatore, completando l’ultimo adempimento prima dell’avvio delle attività in acqua.
Così, mentre allo Iacovone si montano le prime strutture e si accendono le luci che accompagneranno il pubblico dei Giochi, sul Mar Piccolo si definisce il quadro di tutele che guiderà ogni intervento. Due immagini diverse ma complementari: la città che costruisce, la città che protegge. Taranto che si prepara, passo dopo passo, a raccontarsi al Mediterraneo.

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