CRONACHE TARANTINE
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A Taranto il conto alla rovescia verso i Giochi del Mediterraneo continua, ma uno degli snodi più delicati dell’organizzazione resta incredibilmente fermo.
La seconda nave da crociera, quella destinata a ospitare i restanti 2.500 atleti, non c’è. E, al momento, non si vede all’orizzonte. Alla scadenza di ieri, giovedì 30 aprile, nonostante la proroga di tre giorni rispetto al termine iniziale del 27 aprile e nonostante l’aumento della cifra messa a disposizione per il servizio, nessuna compagnia crocieristica ha presentato un’offerta. Un silenzio che pesa, soprattutto perché arriva a poco più di cento giorni dalla cerimonia inaugurale della più importante manifestazione sportiva multidisciplinare del Mediterraneo.
La prima nave, la Aroya della compagnia Aroya Cruises, è invece già in rotta verso Taranto: sarà ormeggiata all’interno della base navale della Marina Militare e accoglierà 3.500 atleti. Una nave descritta come moderna, funzionale, accogliente, tanto da poter arrivare – fanno sapere dalla struttura commissariale – a ospitare almeno altri 500 atleti, raggiungendo così la soglia delle 4.000 presenze a bordo. Una boccata d’ossigeno, certo, ma non sufficiente a colmare del tutto il vuoto lasciato dalla mancata aggiudicazione della seconda unità.
E adesso? Dalla struttura commissariale spiegano che si dovrà procedere a trattativa privata, una strada obbligata che però comporterà inevitabilmente un aumento dei costi. «La situazione è quella che è, e purtroppo si dovrà fare buon viso a cattivo gioco», è il commento che filtra. L’alternativa, tutt’altro che semplice, sarebbe ricorrere a strutture alberghiere dotate di impianti sportivi nelle vicinanze, per consentire agli atleti di allenarsi senza stravolgere la logistica. Ma questo significherebbe allontanarsi da Taranto, che resta – e deve restare – il fulcro della manifestazione.
Gli organizzatori, tuttavia, confidano in un equilibrio possibile. Il picco delle presenze, infatti, coinvolgerebbe circa mille atleti in più, ma il flusso sarà dinamico: man mano che le competizioni procederanno, gli atleti eliminati faranno rientro nei rispettivi Paesi, alleggerendo la pressione sulle strutture ricettive. Una gestione complessa, certo, ma non impossibile.
Intanto la città si prepara ad accogliere il ministro dello Sport, Andrea Abodi, atteso il prossimo 13 maggio, esattamente a 100 giorni dall’inizio della kermesse internazionale. Sarà un momento cruciale: verrà fatto il punto sullo stato dei cantieri – tutti in attività serrata, anche se per lo stadio Iacovone e il Centro sportivo Magna Grecia sono state concesse proroghe dovute ai ritardi causati dalle forti piogge – e saranno illustrate le modalità di acquisto dei biglietti. In quella stessa occasione saranno presentate in anteprima anche le medaglie ufficiali dei Giochi, un simbolo atteso e carico di significato.
Taranto corre, spinge, accelera. Ma la partita della seconda nave resta aperta, e il tempo, ora più che mai, è un avversario da non sottovalutare.