CRONACHE TARANTINE
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Inutile clamore per nulla. La vicenda degli otto milioni e mezzo di euro sottratti al terzo masterplan dei Giochi del Mediterraneo continua a rimbalzare nel dibattito pubblico come se si trattasse di un colpo di scena, mentre dalle stanze del Governo arriva una lettura ben diversa.
Il ministro per gli Affari europei, Pnrr e Politiche di coesione, Tommaso Foti, interviene con una nota che punta a rimettere ordine nei numeri e nelle responsabilità, rivendicando con decisione il ruolo dell’esecutivo Meloni nel sostenere l’intera operazione Giochi.«I fondi per i XX Giochi del Mediterraneo, la cui realizzazione si deve di certo agli impegni di spesa del Governo Meloni», esordisce il ministro, ricordando che «per i giochi stessi il Governo Draghi aveva stanziato, per le opere infrastrutturali, 150 milioni, come da decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione». Una cifra importante, ma che secondo Foti rappresenta solo il punto di partenza. «Il Governo Meloni con la legge di bilancio 30 dicembre 2023, n. 213, ha stanziato per la stessa finalità ulteriori 125 milioni di euro», aggiunge, sottolineando come l’attuale esecutivo abbia incrementato in modo sostanziale il quadro finanziario.Il ministro passa poi alla parte organizzativa, ricordando che «per l’organizzazione dei XX Giochi del Mediterraneo il Governo Meloni ha già stanziato 50 milioni di euro, di cui 25 milioni con decreto-legge 19 ottobre 2024, n. 155, e 25 milioni con decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96». E non finisce qui: «A breve detto importo sarà integrato con un ulteriore stanziamento di 25 milioni di euro». Una sequenza di interventi che, nelle intenzioni del ministro, dovrebbe fugare ogni dubbio sulla volontà politica di portare a compimento l’evento.Foti entra anche nel merito dello stato dell’arte: «Giova qui rappresentare che al 15 aprile 2026, la spesa rendicontata risulta essere pari a 123,8 milioni di euro». Un dato che, nelle sue parole, testimonia l’avanzamento concreto delle opere e la capacità di spesa già messa in campo.Poi il nodo della polemica: la decurtazione di 8,5 milioni di euro prevista dalla legge di bilancio 207/2024. «A fronte della decurtazione complessiva di 8,5 milioni di euro (…) e ad una successiva richiesta di contribuzione da parte del Comune di Taranto, per opere diverse da quelle di cui al Piano finanziario in essere, i competenti uffici del Ministero di cui ho delega stanno completando la dovuta, necessaria e scrupolosa attività di verifica, volta a definire ulteriori risorse da erogare». Una precisazione che mira a rassicurare sul fatto che il taglio non pregiudicherebbe il percorso complessivo, né la possibilità di individuare nuove coperture.Il ministro chiude con un calcolo che vuole essere definitivo: «Per intanto, basterebbe solo fare una normale somma aritmetica per convenire che il Governo Meloni ha oggi stanziato per la XX Edizione dei Giochi del Mediterraneo 166,5 milioni in più di quello precedente, al netto della futura prossima integrazione».Resta però un punto che nessuna aritmetica cancella: al di là delle precisazioni, degli elenchi di stanziamenti e delle rivendicazioni politiche, quegli otto milioni e mezzo non erano risorse aggiuntive richieste al Governo, ma la semplice autorizzazione a utilizzare fondi già disponibili, derivanti da risparmi. Ed è proprio questo che rende difficile comprendere fino in fondo il senso del provvedimento.