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Nel grande cantiere amministrativo che accompagna Taranto verso i Giochi del Mediterraneo 2026, il Comune accelera sul fronte della gestione futura degli impianti sportivi, affiancando all’avanzamento dei lavori una serie di atti che definiscono ruoli, responsabilità e procedure per la fase post‑evento.

In pochi giorni sono state firmate tre determinazioni che riguardano altrettanti filoni strategici: la selezione di proposte di finanza di progetto per alcuni impianti chiave, l’avvio delle procedure di rigenerazione e gestione del Centro sportivo “Magna Grecia” e del Parco Urbano Sportivo – Pattinodromo comunale, e la definizione del percorso per l’affidamento dello stadio “Renzino Paradiso” di Talsano. A queste si aggiunge la proroga dei lavori al PalaMazzola, uno dei cantieri più rilevanti del Masterplan.
La prima determina, firmata l’8 giugno dalla dirigente della Direzione Grandi Opere, Appalti e Contratti, Simona Sasso, riguarda tre impianti strategici: Pala Ricciardi, Campo Scuola/Stadio d’Atletica “Valente”, PalaMazzola e impianto natatorio di Torre d’Ayala. Il Comune ha nominato Responsabile Unico del Progetto il geom. Vincenzo Piccolo, chiamato a coordinare la procedura prevista dall’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici per la sollecitazione di proposte di finanza di progetto. L’obiettivo è individuare modelli gestionali sostenibili per il “post‑Giochi”, valorizzando impianti rinnovati grazie ai fondi del Fondo Sviluppo e Coesione 2021‑2027. «Il Partenariato Pubblico‑Privato rappresenta lo strumento idoneo per coniugare capitali privati, competenze gestionali e finalità di interesse pubblico», si legge nell’atto, che ricorda come le attuali disponibilità di bilancio non consentano all’Ente di sostenere da solo ulteriori interventi.
Parallelamente, un’altra determina – sempre dell’8 giugno – avvia la procedura per l’affidamento in gestione del Centro sportivo “Magna Grecia” e del Parco Urbano Sportivo – Pattinodromo comunale, anch’essi inseriti nel Masterplan dei Giochi. Anche in questo caso il RUP è il geom. Piccolo, mentre la fase di affidamento sarà seguita dal dott. Giuseppe Casamassima, responsabile del Servizio Appalti e Contratti. La procedura si basa sull’articolo 5 del decreto legislativo 38/2021, che consente alle associazioni sportive senza fini di lucro di presentare progetti di rigenerazione e gestione. L’amministrazione ricorda che sono già pervenute 35 manifestazioni di interesse a seguito della consultazione preliminare di mercato avviata il 30 marzo, alcune delle quali propongono modelli integrati di gestione e ricorso al project financing. L’obiettivo è duplice: garantire sostenibilità economica e ampliare le opportunità di pratica sportiva e inclusione sociale.
Un percorso analogo riguarda lo stadio “Renzino Paradiso” di Talsano, anch’esso oggetto di una determina che nomina Piccolo come RUP e Casamassima come responsabile della fase di affidamento. Anche qui la procedura si basa sull’articolo 5 del decreto 38/2021 e punta a individuare un soggetto in grado di presentare un progetto di rigenerazione e gestione riconosciuto di interesse pubblico. L’impianto, finanziato con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, è considerato uno degli asset sportivi da valorizzare nel “post‑Giochi”.
Sul fronte dei lavori, invece, arriva la proroga per l’adeguamento del PalaMazzola. La determina n. 4030 del 5 giugno accoglie la richiesta dell’impresa esecutrice concedendo una proroga di 25 giorni naturali e consecutivi e fissando il nuovo termine al 30 giugno 2026. La RUP Cristina Giannico ha ritenuto la richiesta «parzialmente accoglibile», poiché le motivazioni addotte risultano non imputabili all’appaltatore. L’impresa dovrà ora presentare un cronoprogramma aggiornato delle attività residue.
Nel complesso, le determinazioni segnano l’avvio della fase più delicata: quella che dovrà trasformare gli impianti realizzati per i Giochi in un’eredità stabile per la città. Una sfida che, come sottolineano gli atti, richiede «modelli gestionali sostenibili, capacità di attrarre investimenti privati e una visione che guardi oltre il 2026», affinché l’evento non resti un episodio isolato ma un volano di sviluppo per sport, comunità e territorio.

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