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La Giunta comunale di Taranto ha dato il via libera alla trasformazione del campo di regata del Mar Piccolo da infrastruttura temporanea, prevista per i Giochi del Mediterraneo 2026, a opera permanente destinata a diventare un punto stabile per gli sport nautici e la valorizzazione dell’area dell’ex Stazione Torpediniere.
La decisione è arrivata nel pomeriggio del 5 giugno, durante una seduta presieduta dal sindaco Pietro Bitetti, alla presenza di nove assessori su dieci.
Il vicesindaco Mattia Giorno, che ha relazionato sulla proposta, ha ricordato come il progetto del Centro Nautico sia uno degli interventi essenziali inseriti nel programma infrastrutturale dei Giochi, approvato con decreto interministeriale nell’aprile 2024 e finanziato per oltre 14 milioni di euro. L’opera comprende il campo di regata nel secondo seno del Mar Piccolo, due ulteriori specchi acquei nel primo seno e una serie di infrastrutture a terra tra Parco Cimino e aree limitrofe, alcune delle quali in uso alla Scuola Volontari dell’Aeronautica Militare.
La progettazione iniziale era stata pensata in funzione dell’evento sportivo, con un’impostazione temporanea. Ma gli approfondimenti tecnici svolti negli ultimi mesi hanno evidenziato che molte opere, autorizzazioni e predisposizioni risultano compatibili con un utilizzo stabile. Da qui la scelta politica: trasformare un intervento nato per un’esigenza contingente in una dotazione permanente per la città. «La permanenza del campo di regata rappresenterebbe un’importante occasione di sviluppo per la pratica degli sport nautici», si legge nella delibera, che sottolinea come l’infrastruttura possa favorire attività sportive, formative, ricreative e di promozione territoriale, oltre a contribuire alla riqualificazione ambientale e paesaggistica del Mar Piccolo.
La Giunta ha evidenziato che lasciare una legacy tangibile dei Giochi è un obiettivo strategico, evitando che le opere realizzate vengano utilizzate solo per la durata della manifestazione. La stabilizzazione del campo di regata si inserisce infatti in un più ampio disegno di rigenerazione dell’area, in connessione con Parco Cimino, l’approdo maricolturale e gli spazi limitrofi. L’utilizzo continuativo dello specchio acqueo, se correttamente regolamentato e compatibile con le esigenze ambientali, militari e produttive, può diventare un presidio di valorizzazione e gestione ordinata del Mar Piccolo.
Con il voto unanime della Giunta, l’amministrazione ha espresso un chiaro atto di indirizzo: la Direzione Grandi Opere dovrà avviare tutte le procedure tecniche e amministrative necessarie per aggiornare la progettazione, verificare il quadro autorizzativo, acquisire i nulla osta permanenti e definire i rapporti con gli enti competenti. Dovrà inoltre valutare l’eventuale ricorso a supporti tecnici specialistici per definire l’assetto definitivo dell’intervento.
La delibera non comporta al momento oneri per il bilancio comunale, trattandosi di un atto di indirizzo, ma è stata dichiarata immediatamente eseguibile per garantire il coordinamento con la programmazione dei Giochi del Mediterraneo e con la definizione della loro eredità infrastrutturale. L’obiettivo è chiaro: trasformare un’opera nata per un grande evento sportivo in un investimento duraturo, capace di rafforzare il rapporto tra Taranto, il mare e lo sport, migliorando la fruibilità pubblica e contribuendo alla rigenerazione di una delle aree più delicate e identitarie della città.