CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Saranno giorni che non dimenticheremo. E vale la pena raccontarli così, sotto l’ombrellone con il vento che porta il profumo del mare, perché Taranto questa volta non è solo la città che ospita un evento: è la città che si prepara a diventare Mediterraneo.
La XX edizione dei Giochi del Mediterraneo sarà la quarta organizzata in Italia e la seconda in Puglia, dopo Bari 1997. L’assegnazione è arrivata il 24 agosto 2019 a Patrasso, durante l’assemblea generale del Comitato Internazionale, che ha scelto Taranto come palcoscenico dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Da quel giorno è iniziato un percorso che ha cambiato la città, la sua immagine e il suo modo di guardare al futuro.
Il simbolo di questa trasformazione è il logo, presentato il 14 dicembre 2019 e nato dall’immaginazione dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Gaetano Salvemini” di Talsano. Due X antropomorfe che formano il numero romano 20, ispirate alle linee del monumento al marinaio che accoglie i popoli. Rosso e blu come Taranto, segni e caratteri che richiamano le sue radici greche. Un logo che non è solo grafica: è identità, è orgoglio, è un ponte tra passato e futuro.
Accanto al logo, Ionios. Il delfino che i cittadini hanno scelto attraverso un sondaggio pubblico, riconoscendogli gioia, vivacità, energia, buon auspicio. Una mascotte che racconta il legame profondo tra Taranto, la Puglia e il Mediterraneo. Nel 2024 Ionios ha cambiato look, diventando più moderno, più versatile, più adatto alle mille forme della comunicazione e del merchandising. Ma il suo sorriso è rimasto lo stesso: quello di chi invita a partecipare, a sentirsi parte di qualcosa di grande.
“Embrace the Future” è il motto ufficiale dei Giochi. Lo abbiamo visto comparire sotto il Ponte Girevole, come un messaggio che non parla solo agli atleti ma a tutta la città. Abbracciare il futuro significa connettere culture e popoli attraverso lo sport, ma anche credere nella sostenibilità, nell’innovazione, nella capacità di Taranto di reinventarsi senza perdere la sua anima.
Il 21 agosto lo Stadio Erasmo Iacovone, completamente rinnovato, ospiterà la cerimonia d’apertura. Lo stesso impianto accoglierà la chiusura il 4 settembre. Saranno presenti tutti i 26 Paesi membri dell’ICMG: Albania, Algeria, Andorra, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Kosovo, Libano, Libia, Macedonia del Nord, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro, Portogallo, San Marino, Serbia, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia. Un Mediterraneo intero che si ritrova a Taranto, non per caso ma per scelta.
Le discipline sono tante, un vero viaggio nello sport: atletica, calcio, nuoto, pallanuoto, pallavolo, pugilato, judo, karate, vela, canottaggio, ciclismo, ginnastica artistica e ritmica, scherma, taekwondo, tennis, padel, skateboard, pattinaggio corsa, triathlon, tiro, tiro con l’arco, badminton, bocce, equitazione, canoa/kayak, tennis tavolo, sollevamento pesi, nuoto pinnato, pallamano, pallacanestro 3x3. Una lista che non è solo un elenco: è la promessa di emozioni, di storie, di sfide, di vittorie e di sconfitte che faranno parte della memoria collettiva. Una vera e propria Olimpiade mediterranea.
Taranto si prepara a vivere un pezzo d’estate che sarà particolare. Saranno giorni pieni di orgoglio, di partecipazione, di consapevolezza. Perché conoscere i Giochi, sapere chi partecipa, capire cosa rappresentano, significa sentirsi parte di un progetto più grande. Significa crescere come comunità. Significa essere pronti ad accogliere il mondo con la testa alta e il cuore aperto.
E allora sì, sotto l’ombrellone, tra un tuffo e un caffè freddo, vale la pena raccontarlo: Taranto 2026 non è solo un evento. È un’occasione. È un simbolo. È un futuro che finalmente possiamo abbracciare.